Il lavoro di Biglia rende più sereno Bonucci al momento di rilanciare: e i risultati si vedono…

di Max Bambara

La vittoria contro la Spal porta sugli scudi la vena realizzativa di Patrick Cutrone, un ritrovato Lucas Biglia, la crescita complessiva di una squadra che ha imparato a soffrire ed a compattarsi, il concetto di gruppo che si sta sempre più affermando all’interno della squadra rossonera. Tutti aspetti positivi, da lodare. Quello che non è stato invece adeguatamente analizzato ed evidenziato della gara di Ferrara è il secondo gol del Milan, o meglio l’azione che porta alla seconda marcatura di Cutrone. La Spal aveva alzato il pressing ultra-offensivo, una di quelle classiche situazioni in cui conviene far scivolare la palla sugli esterni oppure provare il classico lancio lungo in avanti.

Ed invece Leonardo Bonucci s’inventa un passaggio verticale che racchiude precisione, qualità e visione di gioco. Si tratta della giocata che trova Bonaventura libero di ricevere all’altezza della linea mediana del campo. Sarà poi Jack stesso a giocare la palla su Suso per l’azione che porterà al 2-0 per il Milan, il gol che sostanzialmente chiude la partita. Quella palla però, giocata con sopraffino senso del gioco da Bonucci, non è una palla semplice. Il coefficiente di difficoltà è altissimo. Si tratta di una giocata verticale che solo un regista difensivo di altissimo livello può pensare. Serve coraggio, capacità di leggere il gioco, sicurezza assoluta nei propri mezzi tecnici. Un errore di misura potrebbe innescare una ripartenza mortifera dei ferraresi.

Ebbene Bonucci quella palla la gioca con la naturalezza dei grandi, con la consapevolezza di colui che sta facendo una cosa normale. I fuoriclasse sono così; fanno fatica a percepire il concetto di pericolo nel loro senso più pieno. Anzi ne sono quasi attratti, affascinati. Per loro il pericolo è la strada che costeggia quel tratto di costa chiamato bellezza, a cui i loro occhi non possono rinunciare. Sono pronti a percorrerla quindi, sicuri e convinti dei loro mezzi. Per il giocatore sopra la media (tale è Bonucci), la componente estetica del gioco non può essere considerata come un qualcosa di residuale. Va semmai stimolata, coi gesti tecnici, col pensiero, con la voglia di mostrare le proprie qualità.

Riguardatela con calma quell’azione. Gustatevela. Sono bravi tutti. Bonaventura nel girarsi e neldare rapidamente la palla, Suso nella sua giocata classica, Cutrone in quel gesto che racchiude l’essenzialità del gioco. Ma dietro di loro, c’è un prius logico che rende possibile tutto ciò effettuando una giocata da fuoriclasse. Si chiama Leonardo Bonucci.

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