Luci sul derby: il Grifone stringe i denti, il Baciccia si affida al portiere-ultrà

di Luca Uccello – @Lucaucce

Luci su Genova, sul suo derby, al di là dell’orario del fischio d’inizio (ore 18), del giorno (sabato lavorativo), di tante altre considerazioni, dal caro biglietti alla prima serata alla Scala del Calcio con Milan-Juventus che rendono il derby della Lanterna unico solo per noi.

Luci sul derby dei grandi assenti, quello decisivo per Marco Giampaolo (dentro o fuori prima di essere preso a schiaffi anche dalla Juventus), quello da spettatore forzato (ingiustamente squalificato) per Ivan Juric che lo guarderà qualche gradino più in là. Un assenza che pesa nell’anima della sua squadra, che si farà probabilmente sentire. Ma è anche il derby delle vergini, lo è Daniele Pradè appena arrivato, fresco di nomina presidenziale e che cercherà, almeno fino a giugno, di non pestare i piedi a Carlo Osti. Ruoli solo sulla carta diversi uno dall’altro. #Ostichepasticcio. E’ il derby che può valere la vita o la morte per Massimo Ferrero, sfavorito sulla carta contro il bel Grifone mostrato fin qui da Juric, nato dalla costala destra di Gasperini. Un derby per ritrovare il sorriso (vale solo in casa Samp), cancellare se possibile un errore, un’altra fase che pesa in negativo: “Ho dato una rinfrescata ad un ambiente conservatore. Prima la Samp era conosciuta tra Recco e Chiavari. Ora ne parla il mondo”. Una mezza verità che ha fatto drizzare i capelli bianchi e non ai conservatori di una Genova decaduta, ai soliti mugugnoni blucerchiati che ripensano bene a Paolo Mantovani, non al più recente passato e vorrebbero oggi un altro presidente. Sognano gli americani dopo gli arabi. Ma ora vanno di moda i cinesi e non quelli di via Paolo Sarpi a Milano per capirci.

Un derby che può regalare un’altra gioia al popolo rossoblù che sogna in grande, spera nell’Europa e nella caduta del Baciccia. Storie di quartiere, di amici e nemici per un giorno, di una città che si prepara da un anno a rivivere novanta minuti di passione, di rivalità, di grandi prese in giro. Un derby nel derby per Puggioni, il portiere ultrà che disse di no al Genoa, che si merita ieri e oggi il rispetto della Gradinata Sud e dei suoi Ultras Tito Cucchiaroni. Un esordio non semplice per il vice-Viviano costretto ad alzare bandiera bianca nel suo miglior momento in assoluto. Un derby senza l’uomo derby, quel Leonardo Pavoletti che non ce la fa, non ce la farà per sabato all’ora dell’aperitivo ad essere in mezzo al campo. Giusto per la panchina, per respirare quell’aria che in pochi altri stadi d’Italia c’è. La Nord stringe i denti, ci crede, e non perché parte favorita ma perché ha visto nascere questo Genoa in Austria e ora è pronta a stringersi intorno ai suoi eroi e a dar battaglia pur di strappare un’altra vittoria, ripetere la storia dello scorso Maggio. Un derby ad alta tensione per colpa della scalinata Montaldo. Quel luogo colorato un po’ di blucerchiati e un pò di rossoblù a seconda di vittorie, sconfitte e sfottò. Una scalinata ridipinta completamente di nero e dove al centro è comparsa la scritta ‘ACAB’ (‘all cops are bastard’) con un messaggio: ‘Infame chi tocca’. E’ successo pochi giorni, il questore ha deciso di ripulirla, a poche ore dagli 11 Daspo caduti su altrettanti Ultras e dal provvedimento straordinario mai adottato prima che ha raggiunto un ‘tifoso’ rossoblù: la sorveglianza speciale prima utilizzata solo per i mafiosi. La questione teme tensione prima e dopo, al di là del risultato, tifosi uniti contro la polizia. Speriamo di no. Non c’è bisogno di altra tensione in un città già piena di problemi…

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