Non è Carnevale, il Milan vuole andare avanti senza maschere e senza trucchi

di Enrico Vitolo

Si sa, a Carnevale non si può sbagliare vestito. Tutti vanno alla ricerca di quello perfetto, per certi versi anche il più particolare. La scelta, dunque, deve essere certosina. Questo lo sa anche Gennaro Gattuso che da quando è arrivato al Milan non ha smesso neppure per un secondo di cercare il vestito migliore. Di fatto quello più adatto ad una squadra che fino a quel momento non aveva neppure idea di cosa indossare. Ora, però, le cose sono cambiate. Gattuso ha trovato il vestito, ma soprattutto sembra aver trovato quello giusto: la difesa ha utilizzato le stesse misure del suo vecchio Milan, l’attacco sta invece cercando di sistemare le ultime cuciture. Del resto come si fa a contraddire i numeri. Ma non intesi come le misure del vestito. Perché da quando si è seduto sulla panchina rossonera, si fa per dire visto che durante le partite è sempre in piedi, la media punti è stata decisamente in formato Europa (quota 18). Da Champions League per essere più precisi. Meglio solamente la Juventus con 28, il Napoli con 25 e l’Udinese con 21. Una risalita che non può essere casuale o scaturita solamente dalla grinta che ha sempre contraddistinto Gattuso da giocatore. Perché da allenatore ha anche altre qualità. Molte altre. Che sotto alcuni punti di vista lo accomunano al suo mentore Carlo Ancelotti.

Quello che a quanto pare li accomuna di più è la difesa. Il reparto di oggi non avrà il talento e la qualità di quello di ieri, ma a quanto pare non è un problema. Le cose stanno migliorando in modo evidente di giornata in giornata. Nelle ultime cinque, in pratica dall’inizio del 2018, sono stati subiti soltanto 3 gol e in due circostanze la porta di Donnarumma è rimasta inviolata. Ma qualcosa sembra stia cambiando anche nell’altra metà campo. Ovviamente per arrivare ai livelli del suo Milan servirà ancora del tempo, anche qualche giornate, ma almeno qualcosa sembra funzionare in modo diverso rispetto a quello di inizio stagione. In dieci giornate solamente due volte non è stato segnato un gol (Verona e Atalanta), mentre nelle quattordici vissute dal suo predecessore Montella si era arrivati a quota cinque (Sampdoria, Roma, Genoa, Juventus e Torino). Un’altra differenza, che può sembrare piccola ma a conti fatti non lo è, sono i giocatori andati a rete. Se nella prima gestione sono stati otto, con Gattuso si è già arrivati a quota nove. Dettagli da non sottovalutare, che stanno rendendo il vestito del Milan quasi perfetto.

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