Il derby delle motivazioni: le due facce del Napoli 2017-18

di Emanuele Landi –

I moduli sono importanti, i giocatori ancor di più perché interpretano bene o male uno schema di gioco, un allenatore può essere una componente decisiva per una squadra, ma sono le motivazioni la componente principale per una squadra. Se si parla di sport, di lavoro o di vita sono sempre le motivazioni a fare la differenza: un team in qualsiasi ambito, a prescindere dalla sua forza, dalla sua bravura e dalla sua unione se usa l’atteggiamento giusto può vincere ogni sfida. Deve saperlo bene Maurizio Sarri e il suo staff visto che mai come in questa stagione si è notata la differenza del Napoli di campionato e il Napoli nelle altre competizioni. Una specie di Dottor Jekyll e Mister Hyde che si evidenzia ogni volta che i partenopei affrontano una competizione diversa dalla Serie A, unico grande e dichiarato obiettivo della stagione.

Sarri sa che vincere uno scudetto a Napoli lo proietterebbe nell’Olimpo del calcio italiano, considerati i rari successi degli azzurri in campo nazionale, rispetto agli acerrimi nemici della Juve, ormai abituati a festeggiare quasi in ogni stagione. In proiezione del traguardo Scudetto, infatti, la squadra azzurra, volontariamente o no, ha deciso di dedicarsi in modo esclusivo al campionato. Aldilà della doppia partita col Manchester City, gli azzurri non hanno dimostrato una grande tenacia dapprima nel girone di Champions, poi ai quarti di Coppa Italia contro l’Atalanta e nei sedicesimi di finale di Europa League quando l’avversario era il Lipsia. Va detto, però, che l’eliminazione dalla massima competizione europea non era una scorciatoia per il campionato, ma il “turn-over”, parola poco cara a Sarri, adoperato dal tecnico nella trasferta contro lo Shakthar prima del “delicato” impegno casalingo col Benevento, che ha di fatto sancito il terzo posto nel raggruppamento, ha consolidato la tesi del “Napoli che pensa solo al campionato”.

La squadra in Serie A si dimostra fortissima con i titolarissimi, mettendo in campo un gioco scintillante che è riuscito anche a sopperire ai lunghi stop di Ghoulam e Milik. Gli azzurri in campionato hanno perso una sola partita, nello scontro diretto al San Paolo con la Juve, e pareggiato per tre volte a reti bianche, due al San Paolo con Inter e Fiorentina e una al Bentegodi col Chievo, a dimostrazione di una squadra davvero in gamba che può davvero farcela in questa stagione a conquistare il Tricolore. Sarri, però, si è dimostrato contrario alle brutte figure come quella interna col Lipsia, nonostante il giorno prima avesse bollato l’Europa League come competizione “ai limiti della follia”. Forse dopo la gara di ritorno in Germania gli azzurri potranno pensare solo al campionato, ma attenzione alle trappole: la partita con la Spal dimostra che fare l’all-in sul tricolore può essere redditizio ma anche molto pericoloso, visto che vincere sarebbe leggendario, ma un secondo posto sarebbe un fallimento. In questo derby contano le motivazioni: il Napoli del campionato avrà ragione sul Napoli extra-Serie A?

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