8 Aprile: il derby di Genova non è più una formalità, vero Ballardini?

di Luca Uccello –

La luce della Lanterna ha cambiato ancora colore. Ancora una volta il Genoa ha ridato un po’ di rossoblù su una città illuminata da due stagioni almeno per i colori blucerchiati, per il lavoro di Marco Giampaolo. La sua SAMPDORIA è sesta dall’ottava giornata e lo è anche ora dopo lo schiaffo di Gattuso. Una sconfitta che fa male, che fa discutere per i modi (Var compreso) che rischia di spaventare i più piccini, chi il nostro campionato lo gioca da un anno appena, al massimo due. Ci vuole esperienza, testa e cuore ma soprattutto nervi ben saldi per non perdere la strada, continuare a correre forte nonostante il Milan sia li, ti abbia preso a braccetto e ti voglia strattonare per superarti, per lasciarti dietro. Tocca a Giampaolo risolvere il rebus e studiare un piano d’attacco con tutte le probabilità e le incertezze mostrate a San Siro. Ci vuole la spensieratezza di  una volta, quella leggerezza nel fare le cose che hanno ritrovato i cugini del Genoa. Non c’è dubbio che il merito sia di una persona sola che ha un nome e un cognome, che ha una faccia conosciuta e forse meriterebbe maggior considerazione  dal padrone di casa. Davide Ballardini è l’uomo della rinascita rossoblù, l’allenatore capace di ottenere il massimo da una ‘squadraccia’ mal costruita ma che grazie ha lui ha trovato un’anima e dimostrato di avere due grandi palle che in campo fanno sempre la differenza. Due palle che hanno rilanciato il Grifone in classifica. Nessun sogno europeo ci mancherebbe anche se la media punti è da Champions, l’obiettivo ora è, dopo aver messo al sicuro la salvezza, tornare a vincere il derby, battere la Sampdoria, sgambettarla prima dell’ingresso dell’Europa. Si riaccende la città, una sfida che sembrava svenuta. Un derby, quello dell’8 aprile, che potrebbe riconsegnare a Giampaolo come a Ballardini una sfida che va oltre i tre punti. Sono loro due i punti di forza di due squadre con due identità distinte ma allo stesso modo vincenti. Novantacinque minuti ancora lontani guardando solo il calendario…

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