Niente larghe intese, delle due l’una: o Benevento o Verona

di Davide Capano –

Elezioni politiche, Barça-Atlético, City-Chelsea, Olympiacos-Panathinaikos, il Derby di Milano, di Mosca e… Benevento-Verona. Sì, perché il confronto tra sanniti e scaligeri è una gara fondamentale per la parte di classifica meno media-genica e nobile. Al Ciro Vigorito, alle 15, l’ora del liquore, si affrontano due squadre che, malgrado vari problemi, hanno tolto 5 punti al tonificato Milan di Rino Gattuso.

Il Benevento viene dall’ottima prova contro l’Inter a San Siro, nonostante la sconfitta per 2-0 maturata in due maledetti minuti di pasticci su palla da fermo. Tuttavia, la truppa di De Zerbi ha dominato per larghi tratti, con il 18enne cuore rossonero Enrico Brignola (non Brignoli) sempre più “on fire”.

Il Verona nell’ultima di campionato ha “matato” 2-1 in casa il Toro di Walter Mazzarri con doppietta di Mattia Valoti, giocatore passato nel vivaio milanista che intrigava pure tale Massimiliano Allegri. Il momentaneo pari granata lo ha realizzato un altro ex rossonero, il dinoccolato M’Baye Niang.

All’andata, a metà ottobre, nel “monday night” disputato al Bentegodi, decise la sfida una perla di Romulo in volée. Siccome il calcio è il luogo dove l’impossibile è di casa, il quesito è: sarà l’ultima chiamata per la A per entrambe le squadre? I padroni di casa vorranno far vedere le streghe ai ragazzi di Fabio Pecchia; gli ospiti vorranno far vedere le tenebre della B a Puggioni e compagni, Sandro compreso.

Il capitano giallorosso vince sempre il sorteggio d’inizio partita con l’arbitro ed esulta col pugno, ma è il caso che inizi a stringere i pugni ed esultare per una vittoria al triplice fischio finale. Le salvezze del resto, come i campionati e le prime classiche del ciclismo, non si conquistano al tempo delle castagne, ma nella stagione delle fragole con la panna.

Domenica sarà una giornata decisiva per il futuro dell’Italia politica e pallonara, da Aosta a Lampedusa, dalle Alpi alle Eolie, passando per Verona e… Benevento. In quest’epoca di calcio-business e gigantismo, raro è trovare una cosa speciale. Nelle vetrine di uno stadio, la meraviglia, però, si può nascondere. Motivo per cui le due tifoserie sognano ancora Instagram stories e screenshot speziati di Serie A al netto di Rosatellum e larghe intese.

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