Episodi arbitrali e “scansate”: la Juventus contro tutti

di Marco Varini –

Juve contro tutti, ancora una volta. Il titolo di Tuttosport di due giorni fa <Scansopoli? Avete rotto>, apparso in prima pagina sul noto quotidiano torinese, non è che l’ultima di una serie di battaglie in corso da Torino. A scatenare il tutto la formazione schierata dall’Atalanta nel match di sabato contro i bianconeri, match poi rinviato per la forte nevicata abbattutasi su Torino. L’eccessivo turnover di Gasperini ha stupito tutti, scatenando diverse reazioni, soprattutto social, con la squadra bergamasca ribattezzata “scansatalanta”. Il match è stato poi rinviato, ma la polemica non si è placata, per un tema affrontato già in passato, quando sul banco degli imputati era finito il Sassuolo, reo di non impegnarsi nei match contro i bianconeri.

Uno scontro mediatico (e non solo) iniziato nei primi mesi di questa stagione, con la polemica contro la VAR, rea di sfavorire i bianconeri. Un messaggio portato dal tecnico Massimiliano Allegri, che fin dalle prime partite criticava l’utilizzo della nuova tecnologia arbitrale, lamentando le poco chiare modalità d’utilizzo e il rallentamento portato al gioco. In realtà la tecnologia VAR, pur con i diversi errori ed alcuni mancati interventi, è un’importante novità che ha cambiato – e sta cambiando – il mondo del calcio, e come tutte le novità ha bisogno di tempo per trovare la giusta quadra. Ma in quel momento le critiche arrivavano solo da una direzione, quella bianconera, una mossa giudicata dagli avversari come scusante per le difficoltà incontrate fino a quel momento.

Di poche settimane fa è invece lo sfogo di Allegri nella conferenza post Fiorentina-Juve, (match che precedeva il Tottenham), con il duro attacco a chi riteneva una formalità (o quasi) il passaggio dell’ottavo di finale contro gli inglesi. Il tecnico livornese aveva messo in guardia tutti, tifosi e addetti ai lavori, su quanto sarebbe stato difficile il match con gli Spurs. E il match si è infatti rivelato complicato, anche più del previsto, con il 2-2 casalingo che costringerà i bianconeri a vincere in casa del Tottenham, nel ritorno del prossimo 7 marzo, per staccare il biglietto per i quarti di finale. Quarti importanti anche e soprattutto per Gigi Buffon, alle prese con l’eterno dubbio sull’eventuale ritiro o meno. Il calciatore non ha ancora preso una decisione, nemmeno in ottica nazionale, e questo, in qualche modo, crea un’altra spaccatura tra la società bianconera e le altre. Il pianto di San Siro contro la Svezia, che sembrava aver chiuso l’avventura di Gigi con la maglia azzurra, potrebbe non essere l’ultima apparizione, e quasi sicuramente non lo sarà. Un problema per Szczesny, giunto a Torino per fare il primo portiere, che si trova invece nello scomodo ruolo di panchinaro di lusso.

In ultimo, ma non certo per importanza, la grande sfida in campionato contro il Napoli, che per la prima volta dopo anni costringe i bianconeri ad inseguire. 4 punti separano le due squadre, (con la Juve che ha però una partita in meno), ma ben più ampia è la forte rivalità che tocca tutto lo Stivale. Una lotta arrivata nei mesi scorsi perfino in parlamento, con il famoso duello dialettico fra il procuratore federale Giuseppe Pecoraro, noto tifoso partenopeo, e Stefano Esposito, parlamentare del PD e noto tifoso bianconero. Tutto questo nell’ambito della famosa inchiesta sui biglietti, terminata (quasi) con un nulla di fatto, per una vicenda molto buia, che ha creato un’ennesima spaccatura fra la società Juventus e gli organi federali.

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