Derby di Milano, 2 protagoniste, 2 stati d’animo agli antipodi

di Dario Claudio Bonomini – 

Domani sera per l’Inter sarà obbligatorio presentarsi al fischio iniziale con un piglio ben diverso rispetto a quello mostrato nell’ultima partita casalinga con il Benevento. Calcio d’inizio in favore dell’Inter e primo passaggio sbagliato, direttamente in fallo laterale.

Si era capito subito quale fosse il grado di tensione che attanagliava i giocatori interisti, la loro folle paura di non riuscire a fare risultato nemmeno contro l’ultima in classifica. Ma il Milan attuale, purtroppo per l’ambiente nerazzurro, non è il Benevento. Pare lontana la 15° giornata di andata, con il gol di testa a tempo scaduto del portiere campano Brignoli che aveva fatto ridere tutta l’Italia pallonara e gettato nello sconforto il povero Gattuso. Quel giorno, paradossalmente, coincideva con l’ultima prestazione positiva dell’Inter, il netto 5-0 casalingo con il Chievo.

Sono passate 11 giornate e i punti di distacco sono rimasti 7 in favore dell’Inter, ma con una situazione psicologica, di forma fisica e di gioco, completamente ribaltata in favore dei rossoneri.

Gattuso, con grande umiltà, ha avuto il merito di rivitalizzare un ambiente allora depresso, ricompattando un gruppo di giocatori smarriti e ridando solidità, velocità e ripartenze ad una squadra in crisi. Dopo la brillante vittoria dell’Olimpico in casa della Roma, il Milan ha completato la sua attuale fase positiva con la conquista, ai danni della Lazio, della finale di Coppa Italia.

Comunque vada la stagione dei rossoneri sarà, per come era iniziata, positiva. La stagione dell’Inter invece potrà esserlo solamente con la conquista del quarto posto, valido per la partecipazione alla prossima Champions. Arrivano quindi al derby due squadre con stati d’animo differenti: un Milan gasato, motivato e sicuro dei propri ritrovati mezzi e un’Inter invece malata, impaurita, tremebonda persino contro l’ultima in classifica.

Un ambiente turbato inoltre dall’assordante e perdurante silenzio di Suning. Nessuna importante dichiarazione da proprietà dopo la lunga striscia di risultati negativi, dopo le polemiche che hanno riguardato la gestione dello spogliatoio, sui timori riguardanti gli scenari futuri. E dopo gli articoli apparsi in questi giorni sulla stampa finanziaria che mettono in dubbio i conti societari, con un bilancio 2016-2017 che ancora attende la certificazione da parte dell’Uefa, solo timide precisazioni da parte di alcuni membri della smarrita dirigenza italiana.

Scopriremo domenica sera, dopo pochi minuti dal calcio d’inizio, ciò che Spalletti avrà saputo infondere durante questa settimana di allenamenti ad Appiano nei cuori e nelle menti dei suoi ragazzi. Fondamentale sarà però la voglia con la quale i giocatori interisti scenderanno in campo. Se non per i tifosi o per l’attaccamento alla maglia (che purtroppo per i tifosi interisti non balza all’occhio in molti di loro) mostrino almeno per loro stessi, per il loro prestigio di ben remunerati professionisti, anche solo per compiacere le loro mogli o fidanzate in tribuna, insomma per ciò che vogliono, quello stesso orgoglio, grinta e determinazione che sicuramente i giocatori di Gattuso avranno.

Buon derby a tutti.

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