Proprio nel derby del Sole, cala la notte sui sogni del Napoli

di Mattia Marinelli –

Tutto ruota inevitabilmente a Maurizio Sarri. Lui aveva polemizzato, e quindi quasi evocato, duramente sulle partite della Juventus collocate sempre prima, da calendario, rispetto a quelle del Napoli. Ed eccola, quasi chiamata, sotto certi aspetti ineluttabile, la partita dei partenopei condizionata da quella dei bianconeri. Paulo Dybala, a 15 secondi dalla fine, ha segnato un gol in due porte, quella della Lazio e quella del Napoli.

E sempre Sarri, pochi minuti dopo il fischio finale di Napoli-Roma, firma la resa. Non necessaria, non richiesta, non adeguata. Il Napoli è ancora primo in classifica e la Juventus contro l’Atalanta deve ancora giocarselo il suo recupero. E stando a quanto visto in Coppa Italia, tutto nel  calcio può succedere. Ma Sarri è fatto così: inesplorabile e irraggiungibile nella costruzione del suo gioco, nudo e inopportuno davanti ad un microfono.

Guardi la Roma, che lo ha appena battuto, il buon Sarri. La banda Di Francesco, appariva proprio come una banda allo sbando, reduce com’era da due sconfitte pesantissime contro Shakhtar e Milan. Eppure, ha deciso di non piangersi addosso, di affrontare i problemi sul tappeto e di andare in campo con coraggio. Anche sotto di un gol, la squadra giallorossa ha deciso che fra rialzarsi e morire era meglio rialzarsi. Lo ha fatto. Può farlo anche Sarri. Cedere così’, dopo il patto dello scudetto con i suoi giocatori,  non è da grandi protagonisti del calcio.

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