Milan-Arsenal: chi prende il testimone da Boban e Boateng?

di Franco Ordine –

Febbraio è il mese di Milan-Arsenal. Cominciò nel lontano 1995, con Capello in panchina, in campo Savicevic e Boban più Baresi e Massaro, e si completò nel vicino 2012 quando toccò a Boateng con una bastonata di destro dare il via al sonoro e clamoroso 4-0 rifilato sulla schiena di Wenger, da una vita il loro condottiero adesso discusso e contestato. Nel primo episodio, giocato nel recinto del vecchio Highbury, adesso rimpiazzato dalla nuova arena, l’Arsenal era molto più di un rivale, nel secondo aveva fiori di campioni: Van Persie davanti, Scznesny in porta e qualche altro ottimo talento ne erano i capi-fila. Una volta toccò a Boban (più Massaro) liquidare al ritorno la pratica, una volta toccò a Robinho due volte e a Ibra su rigore chiudere il conto all’andata nella Champions di sei anni fa.

Adesso siamo a marzo e l’Arsenal arriva accompagnata dalla frase di Wenger che sembra quasi una resa preventiva: “Siamo stanchi”. È opportuno non fidarsi troppo di questo giudizio e puntare invece sulle migliori qualità del Milan attuale (corsa, rigore tattico e inventiva affidata ai piedi di Suso) per puntellare subito la qualificazione. Molti anni dopo Milan e Arsenal sono due gruppi completamente diversi ma di sicuro hanno conservato i geni dei loro padri fondatori. Perciò gli oltre 60 mila che hanno già acquistato il biglietto sono sicuri di assistere a uno spettacolo, di colori, di ardore e di calcio. Che non guasta mai. Dopo le fitte al cuore subite domenica all’ora di pranzo.

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