Come dopo Spagnolo nel 1995, anche oggi dopo Davide è Genoa-Milan

di Matteo Angeli –

Le immagini del pre partita di Genoa – Cagliari di qualche giorno fa a molti hanno ricordato quelle altrettanto drammatiche di ventitré anni fa dopo l’uccisione del tifoso rossoblù Vincenzo Spagnolo per mano dell’ultrà rossonero Simone Barbaglia. Domenica scorsa i giocatori delle due squadre durante il riscaldamento apprendevano della morte improvvisa di Davide Astori, il 29 gennaio 1995 invece fu proprio la Gradinata Nord ad imporre ai giocatori di sospendere la gara.

La notizia della tragica scomparsa del capitano della Fiorentina ha sconvolto i suoi colleghi ma anche i quindicimila tifosi che in quel momento si trovavamo già all’interno del Luigi Ferraris a mezz’ora dal fischio d’inizio. Quando sul tabellone è comparsa la foto di Astori è partito un lunghissimo applauso e poi con calma e rassegnazione sono stati tolti gli striscioni e ammainate le bandiere. Giusto tornare a casa.

Del tutto diverso invece lo scenario di quella maledetta domenica di 23 anni fa quando la notizia della morte di Spagna iniziò a circolare durante il primo tempo. Un silenzio irreale avvolse lo stadio, anche in quell’occasione vennero ritirati gli striscioni in segno di lutto poi all’improvviso la Nord iniziò a far capire che quella gara non poteva e non doveva continuare. Il capitano del Genoa Vincenzo Torrente andò a parlamentare sotto la sua gradinata poi insieme al collega Baresi, al presidente Spinelli e all’amministratore delhato rossonero Galliani decisero di tornare negli spogliatoi e di non giocare più. Giusto così.

Solo da qualche anno Genoa – Milan è tornata ad essere una normale sfida calcistica anche se la tensione resterà sempre altissima. Dopo aver giocato a porte chiuse, poi senza i tifosi ospiti, ora tutto sembra essere in qualche modo rientrato. Merito anche e soprattutto di Cosimo Spagnolo, il papà di Vincenzo che in tutti questi anni ha sempre cercato di non alzare i toni, di tenere un profilo basso e di dialogare con gli ultrà della Nord chiedendo che mai venisse fatta vendetta.

“Nessuno mai dovrà morire per una partita di calcio – ribadisce – la sofferenza di un genitore non si può spiegare. Ancora oggi mi pare tutto così assurdo e innaturale. Ragazzi divertitevi e godetevi la vita”.

 

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