Samp in trasferta da Zenga, in fondo meglio lui di Vincenzo…

di Luca Uccello –

Da Gasperini a Zenga, da un genoano esiliato a un blucerchiato rinnegato, dal quasi Atalanta-Samp a Crotone-Samp del prossimo turno. Eppure i numeri oggi rivalutano l’Uomo Ragno: 16 pesantissimi punti che hanno salvato Montella da un primo sorprendente fallimento. La salvezza fu un miracolo, una splendida combinazione di intrecci matematici tra vittorie e sconfitte, punti e farfalle, rigori parati e reti segnate. Un calcolo matematico di semplice soluzione per chi ha avuto tempo di studiare il meccanismo di quell’insopportabile sorriso di Vincenzo. Ma non sempre la sorte lo ha accompagnato.

Perdonate la divagazione su un altro allenatore ma era strettamente collegato a uno dei peggiori momenti della storia tecnica della Sampdoria dopo Cavasin ovviamente. Dicevamo: da Gasp avversario (spesso sconfitto) di mille derby e Walterone, uno di noi. Forse una volta. Perché è bastata una maledetta partita per farlo cadere dal piedistallo blucerchiato da cui è sempre difficile cadere più che rimanere in piedi. Lo affrontiamo fieri di averlo lasciato per strada (non deve trarre in inganno il peggior cammino Montelliano), convinti che sia un allenatore come tanti altri amante degli eccessi e dei fumetti: ancora oggi è inspiegabile la sua barba disegnata play mobile style.

A Crotone sta facendo benino non bisogna negarlo ma bisogna essere capaci di far meglio di Nicola per essere ricordati. Ora Giampaolo e la Samp ha un solo compito, quello di non guardare in faccia nessuno, nemmeno il sempre barbuto (oggi color grigio, passano gli anni per tutti) Zenga e proseguire il nostro cammino verso l’obiettivo Europa. Si gioca lontano dal nostro mare, dal nostro stadio con i nostri meravigliosi tifosi. Questo è l’unica grande preoccupazione: ci vuole testa più che gamba, ci vuole la mentalità vincente e alzare finalmente, definitivamente quella asticella (termine di grande moda) per non fallire un traguardo che è lì, a pochi passi…

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