Arsene prima colpisce e poi amministra: il Milan deve ancora crescere

di Valentino Cesarini –

Arsene Wenger gioca un brutto scherzo al Milan e con il suo Arsenal ipoteca i quarti di finale di Europa League. A San Siro i gunners passano con un netto e meritato 0 a 2, grazie alle reti di Mkhitaryan e Ramsey nei primi 45’. Una lezione di calcio per il Milan di Gattuso che virtualmente è fuori dalla competizione, anche perché dovrebbe vincere a Londra con due reti di scarto (con lo 0 a  2 si andrebbe ai supplementari). E’ vero che il pallone è rotondo e può succedere di tutto, ma è molto difficile, quasi impossibile, considerando che nei tre precedenti inglesi contro l’Arsenal il Milan non ha mai segnato, portando a casa due pareggi e una sconfitta. I rossoneri fermano a quota tredici la striscia di risultati utili consecutivi, subendo la prima sconfitta del 2018.

I 73mila di San Siro spingono sin dalle prime battute i rossoneri, ma si capisce subito che l’Arsenal è una signora squadra con ottimi elementi. Infatti il 4-2-3-1 architettato da Wenger è un inno al palleggio dei londinesi, con Welbeck unica punta supportato dal trio Ozil, Wilshere e  Mkhitaryan. E in mezzo al campo Xhaka stravince la sfida sia con Kessie che con Biglia, con i rossoneri che pagano anche la serata poco incisiva delle due ali. Al 14’ Calabria perde un pallone sanguinoso e Ozil inventa un passaggio per  Mkhitaryan che trafigge Donnarumma. San Siro prova a scuotere i propri beniamini, ma l’Arsenal controlla senza grandi affanni. Lo stesso armeno grazia il portiere rossonero con la sfera che si stampa sulla traversa, ma è il preludio al raddoppio che arriva pochissimi istanti prima del riposo. Lo scatenato Ozil imbuca un filtrante per Ramsey, che sul filo del fuorigioco, salta il portiere rossonero e gela San Siro.

Gattuso nella ripresa passa al 4-4-2, bocciando il turco Calhanoglu ed inserendo Kalinic, ma la mossa non porta nessun frutto al Milan, perché di fatto, l’Arsenal amministra il doppio vantaggio fino al triplice fischio finale.

La gara di ieri fa capire una cosa: il Milan non è ancora in grado di lottare per tornare a vincere trofei, ma la strada scelta della società è quella giusta e si deve continuare a lavorare e a rinforzare la squadra. Roma non è stata costruita in un giorno e il Milan non può tornare in cima al mondo in poco tempo.

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