L’Inter della “quantità” tiene a freno i bomber del Napoli

di Dario Claudio Bonomini –

Nella settimana che ha visto i festeggiamenti per il suo 110 ° compleanno, la Beneamata non è riuscita a farsi il regalo tanto atteso e senza dubbio più gradito, una vittoria che avrebbe potuto rilanciarla in pieno nella lotta per un posto Champions. Con il pareggio ottenuto senza soffrire contro la ex prima forza del campionato, i nerazzurri riacquistano se non altro fiducia nei propri mezzi, solidità difensiva e compattezza di squadra, mentre gol e occasioni rimangono una chimera se si eccettua il palo colpito di testa da Skriniar all’inizio del secondo tempo. Ringrazia pertanto la Juventus che si ritrova ora davanti ai partenopei e con la partita casalinga contro l’Atalanta da recuperare.

L’Inter ha ripetuto in sostanza la partita attenta e concentrata dell’andata aspettando bassa il Napoli per provare poi le ripartenze sulle fasce, riuscendo anche a giocare con ordine e determinazione come da tempo non si vedeva.  Bene la coppia centrale Skriniar/Miranda che quasi nulla ha concesso ai tre piccoli tenori azzurri, meglio del solito Gagliardini nel recuperare palloni (se si eccettua qualche irruenza di troppo che prima o poi potrebbe costargli cara), punto fermo ormai un Cancelo dal piede educato (anche se a volte eccede in pericolosi giochi di prestigio a ridosso della propria area), in crescita di fiato e movimento Rafinha e finalmente un Brozovic concreto, voglioso, abbastanza preciso e quindi per una volta non fischiato dall’intransigente, almeno nei suoi confronti, pubblico di S. Siro.

Ancora sottotono invece Perisic e Candreva e di conseguenza Icardi, che peraltro si è dato molto da fare per offrire sponde ai compagni, non ha ricevuto dalle fasce golose opportunità da trasformare nel suo 100° gol in serie A.

Alla fine della partita Spalletti non si è fatto mancare un giudizio poco lusinghiero sulla presunta mancanza di qualità della sua squadra, ma più che una critica a giocatori che aveva sempre difeso in passato, le sue dichiarazioni potrebbero mascherare una stoccata a proprietà e dirigenza, affinchè Suning si renda conto che per il futuro, soprattutto se si riuscisse a conquistare il tanto agognato quarto posto, bisognerà mostrare chiaramente la volontà di competere, almeno in Italia, per il titolo. Il gap con Juve, Napoli e Roma pare al momento ancora evidente, con i giallorossi forse più avanti dei laziali quali competitor diretti per i due rimanenti posti Champions. E attenzione anche al rigenerato Milan, ormai in rimonta costante e indubbiamente aiutato, almeno in Italia, da un pizzico di buona sorte.

Parafrasando in conclusione il grande Eduardo di Napoli Milionaria, potremmo suggerire ai due toscani Spalletti e Sarri, ieri serafico il primo e nervosetto il secondo, ma accomunati alla fine da un pareggio insoddisfacente per entrambi, che dopo tutto…“ S’ha da aspettà….ha da passà ‘a nuttata”.

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