Milan a 2 punte: in area di rigore è meglio…

di Franco Ordine –

Ci sono tre fatti da salvare nel Milan ultimo visto a Marassi domenica sera. Il primo, scontato, è il risultato: quei tre punti acchiappati all’ultimo assalto sono una dose di vitamina C (C come Champions) data a tutto l’ambiente. Il secondo meno reclamizzato: l’atteggiamento mostrato nel finale della sfida da tutto il gruppo, panchina compresa. Se c’è stata una squadra che ha inseguito il successo anche quando le forze dovevano venire meno, è stato il Milan di Gattuso. E questo in parte smentisce la teoria sul cedimento fisico patito nel giovedì precedente contro l’Arsenal. Terzo e ultimo fatto: lo schieramento con due punte centrali più due ali, Suso a destra e Borini a sinistra, disegnato negli ultimi dieci minuti. Rino l’ha battezzato 4-4-2, forse è qualcosa di più semplice e concreto. Si tratta insomma del tentativo di riempire meglio l’area di rigore altrui e di dare allo stesso Andrè Silva, che patisce visibilmente il ruolo di unica punta centrale, la scorta di cui ha bisogno per mettere a frutto il suo indiscutibile talento. Nel passato, sull’argomento, ci fu anche un ripetuto intervento di Silvio Berlusconi che naturalmente votava per la formula classica del 4-3-1-2 che è stata poi quella vincente del suo Milan. Eppure il Milan di Capello giocava proprio così: due punte centrali (Van Basten o Papin più Massaro) e sulle ali Savicevic e Boban in aggiunta ad Albertini e Desailly. Chissà che il tempo e le esigenze del campionato o della finale di coppa Italia non ci regalino questa modifica di sistema di gioco.

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