Ecco Reina…e sui media tutto passa in secondo piano

di Max Bambara –

Provare a porsi delle domande ed a ragionare sulle risposte è certamente un buon modo per approcciare alla realtà e per provare a capirla.

La settimana calcistica è iniziata con la notizia di Reina al Milan ed è proseguita scandendo in pompa magna le conseguenze che ciò comporta. In sé questa cosa è molto strana e mostra in maniera chiara come funziona il giornalismo sportivo in Italia. O, magari, come non funziona.

In una settimana calcistica infatti vi sono gli eventi, i fatti e le congetture. L’ordine di elencazione non è ovviamente casuale. Gli eventi dovrebbero venire sempre prima, poi dovrebbero esserci  i fatti e, solo in maniera più sfilata, le congetture dovrebbero assurgere a potenziale notizia.

Nella settimana che sta scorrendo via, la situazione si è invece ribaltata sul piano mediatico. La congettura di Reina al Milan occupa il primo posto assoluto pur essendo una notizia non confermata dai club. In più, a ruota, sono seguite ipotesi ricostruttive catastrofiste su Donnarumma, sui malumori presunti del giocatore e della sua famiglia, su un dado già tratto da parte del Milan circa la sua cessione in estate. Trattasi di mirabile esaltazione dell’aria fritta e di chiacchiericcio interessante basato sul nulla.

Tutto questo avviene in netta prevalenza sugli eventi (la partita della Roma in Champions League, la gara di campionato fra Juventus e Atalanta, il sorteggio di venerdì mattina) e sui fatti (la crociata di Simone Inzaghi contro il VAR, la formazione poco competitiva schierata da Gasperini nel recupero di campionato e, soprattutto, un allenatore come Spalletti che, pubblicamente, si mette contro la sua dirigenza contestando la poca qualità della sua squadra). Eventi e fatti della settimana calcistica sono stati ridimensionati quindi con lo scopo di dare ampio risalto ad una duplicecongettura, ossia l’eventuale arrivo di Reina al Milan e la partenza in estate di Donnarumma.

Va al contrario il mondo giornalistico sportivo o, forse, c’è una punta di malafede nell’impianto mediatico generale che, sul Milan, continua ad avere riflettori un pò troppo speciali? Ognuno, a rigore, può darsi la risposta che più ritiene corretta. I fatti esposti però, nella loro singolare particolarità, meritavano un’esposizione completa ed una breve ma attenta riflessione.

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