Il murale: una progressiva interizzazione della città di Milano?

di Redazione DDD –

La polemica viene da lontano. Dall’intitolazione dello stadio a Giuseppe Meazza fino alla piazza Angelo Moratti antistante lo stadio stesso e ai giardini Helenio Herrera in piazza Axum. E presta il fianco alle recriminazioni dell’altra parte della città, quella rossonera, che lamenta la mancanza assoluta di intitolazioni per Herbert Kilpin, il fondatore del Milan che ha portato il calcio in città, e per Nereo Rocco, il primo allenatore italiano ad aver vinto la coppa dei Campioni nella storia del trofeo.

Oggi arriva anche il murale gigante piazzato nel cuore di Milano, dall’Inter e da Mediaset Premium. Per i 110 anni del club nerazzurro. Mentre per i 110 anni della società rossonera non era stato fatto nulla di analogo. Solito timore del peccato originale per Mediaset, visto che nel 2009 il club era ancora di Silvio Berlusconi, di non appiattirsi troppo sul Milan? Domande, interrogativi, dubbi, perplessità.

Da un lato i tifosi interisti incassano con orgoglio il murale del quale comunque non fa parte nessun Moratti, mentre i milanisti digrignando i denti, mormorano: “Mediaset come Pirelli. Tutti traditori…”.

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