Il Milan del futuro targato Gattuso riparte dal gol dell’ex di Torino

di Franco Ordine –

Tra qualche tempo indicheremo la data del 31 marzo, vigilia di Pasqua dell’anno di discutibile grazia calcistica 2018, come quella della nascita del nuovo Milan cinese targato Gattuso. Dove potrà arrivare nessuno è in grado di stabilirlo perché le variabili economiche-finanziarie al momento sono troppe e decisive per orientare il futuro. Restiamo però al calcio. La sera di Juve-Milan sono accadute, tutte insieme, molte cose di cui parlare ed esaminare ma una in particolare ha occupato la prima pagina. E riguarda Leonardo Bonucci. È stato simbolico il suo gol, al pari del record juventino da lui posseduto salvato dal suo stesso sigillo. È stata altrettanto emblematica la procedura rispettata nel colpo di testa con cui ha atterrato la Juve e atterrito il pubblico che lo aveva infilzato con fischi e urlacci. Tutto questo appartiene alla coreografia della serata. L’aspetto più importante è un altro e credo che valga la pena, qui, discuterlo. Bonucci, in quel gesto, spalancando le ante di Chiellini e Barzagli, è come se si fosse definitivamente staccato dal cordone ombelicale del suo passato bianconero e avesse indossato, finalmente, la maglia del Milan e la sua fascia da capitano.

Fino a qualche giorno prima Bonucci era vissuto persino nell’accampamento rossonero come una sorta di usurpatore, uno che era arrivato a Milanello e di prepotenza aveva tolto a Kessiè la maglia numero 19, aveva strappato dal braccio di Montolivo la fascia di capitano regalando solo prestazioni mediocri. Nel calcio, come nella vita di ciascuno di noi, esistono gli snodi storici. C’è voluto il viaggio a Torino, nello stadio dei suoi sette anni precedenti, perché Bonucci finalmente entrasse nel mondo Milan con l’autorità di quel gol e col rispetto che adesso gli riconoscono anche coloro i quali pensavano che nel viaggio da Torino a Milano avesse smarrito il suo talento o addirittura che fosse capace di giocare solo a 3. A Torino non è nato solo il Milan di Gattuso, si è affacciato alla vita del Milan anche Bonucci.

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