Paulo Dybala: piccolo piccolo di fronte a cotanto CR7…

di Giancarlo Fusco –

Juventus-Real, inutile nascondersi, è stato anche Dybala contro Cristiano Ronaldo. Due giocatori dal talento indiscusso con il primo, però, che deve ancora splendere di luce propria soprattutto in Europa. Su CR7 poco da dire. Si potrebbe dire che il portoghese (così come Messi) è la reincarnazione del calcio. Quel che, tuttavia, è emerso da questo primo confronto tra bianconeri e merengues non è solo la netta superiorità degli uomini di Zidane che in Europa indossano sempre l’abito più elegante, piuttosto è aumentata la percezione che Paulo Dybala ne ha davvero molta di strada da fare per poter entrare nella lista dei top ten del calcio mondiale.

La Joya – ogni qualvolta c’è un big match in Europa – non entra in partita ‘floppando’, consentitemi il termine, gli scontri a distanza con i grandi campioni e mentre in passato si poteva pensare ad una questione legata prettamente alla maturità intesa come età, ora sembrerebbe che all’argentino manchi quel qualcosa in grado di consacrarlo ai grandi lustri del calcio. Ogni qual volta, infatti, Dybala fronteggia campioni come Messi o lo stesso Cristiano Ronaldo, dà vita a prestazioni incolori e nervose. Situazione anomala se vogliamo perché alla sua età i vari Messi e Ronaldo erano già tali e non lo sono diventati con il tempo. E’ sempre bene tenere a mente che si è campioni soprattutto nella testa e non solo perché si sa dialogare con il pallone. Sia chiaro, questo non vuol dire che Dybala è un calciatore qualunque, tutt’altro. Piuttosto deve darsi una svegliata se vuole raggiungere la gloria e non restare l’eterna stella mancata. Se entriamo nello specifico dell’ultima partita, Juventus-Real Madrid, il doppio giallo rimediato sono frutto di una situazione che non si sarebbe mai dovuta creare ma che connotano una certa tensione. In Europa difficilmente ti perdonano un ‘tuffo’ e la Joya anche in Serie A è tipo che casca con estrema semplicità. Il secondo giallo fa parte, invece, di una dinamica di gioco. Cartellini a parte, comunque, la verità è che Dybala avrebbe meritato un non classificato i pagella e non parliamo del solito voto che si dà a quando si entra negli ultimi sgoccioli di partita. E’ un non classificato perché il suo nome, a mio modesto modo di vedere, figurava solo nell’undici titolare. Nient’altro da aggiungere perché non si ci sono altre cose di cui parlare circa la partita dell’argentino.

Alla luce di quanto appena detto, tuttavia, potremo farci anche altre domande. “E se la colpa non fosse tutta di Dybala?”Mi spiego meglio. “Se il gioco della Juventus – che contro il Real non ha sfigurato e ha provato a giocarsela – penalizza la Joya?” “Se l’argentino avesse bisogno di un sistema di gioco in grado di sorreggerlo e capace di esaltare le sue qualità?” . La squadra di Allegri nonostante i tanti campioni non eccelle per gioco. Domande queste che, al momento, non potrebbero mai trovare risposta e che possiamo accantonare nel cassetto dei“se”, ma che di fatto potrebbero far riflettere così come potrebbe far riflettere il primo quesito, cioè:“Dybala è realmente un top player, un fuoriclasse assoluto?”.

L’unica certezza che abbiamo al momento è che questa stagione sta per giungere a termine e con essa giunge al termine anche l’anno della definitiva consacrazione del numero 10 bianconero con la speranza di tutti (l’ennesima), specie quella dei tifosi della Juventus che il prossimo sia la stagione giuste per vedere Dybala raggiungere le stelle del calcio.

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