Roma, il grande giorno e il grande dubbio: Nainggolan

di Angelica Cardoni –

Sognare non è vietato. “Il bambino della foto è l’uomo di oggi. Il bambino che sognava notti come quella di domani, l’uomo che sogna di realizzare i sogni di quando era bambino. Trent’anni più tardi debutto in un quarto di finale di UCL, con la stessa voglia del bambino che sognava giocando per strada…”. Il direttore sportivo della Roma Monchi ha scelto di affidare ai social – nello specifico a Instagram – i suoi pensieri sui quarti di Champions League contro il Barcellona. Nella notte della vigilia, che precede quella data scritta in maiuscolo ed evidenziata col rosso. La Roma sogna, perché battere i marziani del Barcellona oggettivamente sarebbe un’impresa.

Lo sa bene Francesco Totti che ha realizzato il sogno di suo figlio Cristian: vedere giocare dal vivo Lionel Messi. Anche se la partita del Camp Nou, per la Roma, è in parte già una piccola vittoria. Quella di un progetto nuovo e fresco targato Di Francesco che ha parlato così in conferenza: “Siamo qui con umiltà per sfidare una squadra abituata a queste gare. Vogliamo fare qualcosa di straordinario ed è giusto avere un pensiero positivo sapendo di affrontare la squadra più forte al mondo. Siamo qui per essere competitivi”. Sì, perché giocare bene non basta. Essere belli neanche. Divertire nemmeno. Sicuramente i giallorossi hanno poco da perdere e molta voglia di stupire. La Roma dovrà essere brava a sfruttare quelle poche palle che le verranno concesse. La parola d’ordine? Cinismo.

Il dubbio di formazione più importante è quello su Nainggolan, per il risentimento muscolare alla coscia destra rimediato al dall’Ara. “Ha il 50 % di possibilità di giocare”, ha detto Di Francesco in conferenza. Anche se il belga potrebbe stringere i denti e sacrificarsi per i suoi. Senza Under, possibile l’utilizzo di Florenzi alto e Peres terzino sinistro, anche se ci sarebbe eventualmente anche Defrel a disposizione. Di Francesco dovrà sciogliere gli ultimi dubbi, con una certezza: il Barcellona in casa ha subito un solo gol. Un dato che l’allenatore della Roma non può trascurare: “Un punto debole ce l’hanno: se sei bravo a uscire dalla prima pressione puoi procurargli difficoltà importanti. Dobbiamo vincere i duelli”. Parola di Eusebio.

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