Coppe europee: ok solo la Lazio – Inter uscita indenne dal derby

di Dario Claudio Bonomini –

La settimana che volge al termine ci ha regalato alcuni dispiaceri e qualche soddisfazione, che ogni tifoso interpreti a suo piacimento.

Nel match di andata dei quarti di finale di UCL la Juventus è stata strapazzata 0-3 fra le mura domestiche dai blancos dello stratosferico CR7, dimostrando ancora una volta come non basti essere sempre dominatori in patria per ripetersi in Europa. Il Real Madrid si è confermato la bestia nera dei torinesi e anche per quest’anno, salvo rimonte difficilmente ipotizzabili al Bernabeu già di per sè ostico, e con arbitraggi sempre benevoli per i padroni di casa, il mitico Triplete rimarrà una pia utopia.

Nell’altro quarto di italica competenza la Roma di Di Francesco è scesa al Camp Nou senza timori reverenziali reggendo bellamente il confronto con i blaugrana di Messi fintanto che la dea bendata, e l’arbitro che non ha visto un rigore su Dzeko, non hanno favorito i già forti catalani. La pesante ed immeritata sconfitta per 4-1 lascia intravedere un lumicino di speranza per il ritorno all’Olimpico, ma anche in questo caso una vittoria per 3-0 pare al momento impresa titanica.

Confermato quindi anche a livello di club il divario enorme esistente fra il calcio italiano e quello spagnolo, al momento più ricco di mezzi e quindi di veri campioni di caratura internazionale. L’unica delle italiane che ha regalato una soddisfazione ai propri tifosi è stata la Lazio di Inzaghi che battendo nel match casalingo gli austriaci del Salisburgo per 4-2 mantiene serie possibilità di regalarsi la semifinale di Europa League e di spernacchiare così i rivali giallorossi per la probabile uscita dall’Europa. Avranno però presto modo di riconfrontarsi nel derby per tentare di conquistare la supremazia capitolina e due dei quattro posti utili per la prossima annata in Champions.

Chi mantiene intatte le stesse possibilità delle romane è invece l’Inter di Spalletti che ha superato indenne, ed in scioltezza, l’ostacolo costituito nel derby meneghino dal Milan rigenerato dalla cura di Rino-ceronte. I nerazzurri guardano avanti con fiducia, forti di una ritrovata compattezza difensiva (quinta partita consecutiva senza subire gol), della crescita sempre più evidente di Rafinha e soprattutto di Cancelo, del ritrovato Perisic e di un Brozovic che l’allenatore di Certaldo, compatriota del Boccaccio ma sordo alle voci su presunte e decameronesche avventure del cavaliere croato con una bionda dama argentina, ha saputo reinventare con acume e ottimi risultati tattici in quel regista basso che il barbuto Fra’Borja Valero in questi mesi non aveva saputo essere. Epic Brozo possiede, pur con qualche sbavatura a volte pericolosa, velocità di esecuzione, intuizioni e lancio in profondità che il compassato spagnolo non ha.

Come ha onestamente ammesso il bravo e corretto Gattuso, l’Inter avrebbe meritato la vittoria per il gioco e le maggiori occasioni create. Dopo una super parata iniziale di Handanovic su spizzata da palla inattiva di Bonucci, un gol fulminate annullato dal Var per un alluce in fuorigioco del rapidissimo Icardi, che però nella ripresa è stato tradito proprio dalla sua rapacità sprecando due clamorose occasioni a porta vuota regalategli da Candreva e Cancelo. E pensare che per una volta che sbaglia qualcuno si permette anche di sfotterlo, chi ovviamente per lo scampato pericolo e chi invece perché farebbe carte false per averlo in squadra, almeno in Italia.

Il Milan, senza dubbio a livello di campo, è però sulla buona strada per ritornare a livelli che più gli competono, ma per tutte e due le squadre serviranno chiarezza e aiuti concreti da parte delle rispettive proprietà cinesi. Una, quella nerazzurra, è solida e potente ma pare troppo tirchia agli occhi dei tifosi e forse anche a quelli dell’auto giubilatosi Walter Sabatini, l’altra, quella rossonera, non ancora ben definibile e sempre alle prese con le oscure vicende personali del suo misterioso presidente con gli occhi a mandorla. Per entrambe le milanesi, senza tali presupposti, nell’Europa che conta sarà molto dura tornarci e soprattutto rimanerci.

 

 

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *