Dall’orlo del baratro e ritorno: la storia di vita e di derby di Paul Pogba

di Mattia Marinelli –

Quest’anno abbiamo già visto lo Schalke 04 pareggiare 4-4 il derby della Ruhr dopo essere stato sotto 4-0, nel nostro piccolo abbiamo assistito alla incredibile rimonta nel derby campano di Serie B della Salernitana che, negli ultimi minuti, è andata a vincere 3-2 un derby che l’Avellino stava gestendo sul 2-0, ma niente può essere paragonato al derby numero 176 della città di Manchester.

Dopo il primo gol, Kompany aveva gli occhi lucidi. Sentiva che era fatta, che per il City la cosa più importante era sbloccare, poi lo United si sarebbe consegnato. A maggior ragione, dopo la meraviglia di Gundogan, 2-0, il pubblico di casa che canta “Blue Moon”…

Festeggiare il titolo dopo aver vinto il derby contro il Manchester United, ogni tifosi del Manchester City era pronto a raccontare per il resto della vita il suo 7 aprile 2018…e invece…

Pogba ha iniziato a pressare, De Gea ha iniziato a fare miracoli, Mourinho negli spogliatoi ha toccato le corde giuste…da 2-0 City è finita 3-2 United…vero c’era un clomoroso rigore (pessimo l’arbitro Atkinson) sul 3-2 a favore del City per una entrata assurda di Young su Aguero, ma ormai è andata…

Manchester ha disegnato il derby dei derby, il City lo ha coccolato, sfiorato e sognato, lo United lo ha fatto suo. E dalle parole proprio di Pogba si capisce anche il motivo: Dopo il derby vinto in rimonta con una sua doppietta, Paul Pogba ha ammesso tutta la sua soddisfazione: “Non volevo perdere contro il City, la sconfitta della scorsa stagione è ancora nella mia testa: se avessero vinto sarebbero diventati campioni, per i nostri tifosi sarebbe stata come la morte. Perdere contro il City e vederli festeggiare, io non potevo permettere che succedesse, ma all’intervallo nello spogliatoio abbiamo detto che non avevamo nulla da perdere. Dopo un secondo tempo come questo, dobbiamo farlo sempre, se lo avessimo fatto saremmo lassù con la City e forse anche davanti”.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *