Elliott avanti tutta, inizia l’estate del Milan

di Mattia Marinelli –

Il  calciomercato è rimasto fermo per i colori rossoneri. Non è mai davvero iniziato. Ma, dopo l’inizio dell’iter dell’escussione del pegno da parte del colossale Fondo americano, la squadra è destinata ad essere rafforzata. Come sperano ampiamente non solo i tifosi, e questo rientra nell’ordine naturale delle cose, ma anche Rino Gattuso e la squadra.

Questo è il dato, nelle ore immediatamente successive al giorno del Raduno in cui i tifosi del Milan si sono confermati la solita enorme risorsa matura del Club. Niente piazzate, ma richiami all’unità. Niente contestazioni, ma entusiasmo e incoraggiamento. Ai quali capitan Bonucci, quello che “voleva andare al Psg” (ne siete ancora sicuri?), ha risposto andando in prima persona a rispondere al saluto del pubblico.

Il 10 luglio 2018 dei giornali quotidiani è il giorno del toto-nomi e del toto-cambiamento del management. Il rischio è  magari anche quello di bruciare professionalità e candidature. Fatto salvo il ruolo di Marco Fassone che, nel rispetto dei cinesi che si sono buttati con coraggio un anno fa nell’avventura. nell’immediato può tirare un sospiro di sollievo che serve nella consapevolezza di poter contare su una proprietà solida e autorevole, i nomi nuovi sui quali concentrarsi sono quelli di Paolo Maldini (nome nuovo per modo di dire, vista la sua Storia rossonera) e Giorgio Furlani.

Ma i nomi saranno anche quelli dei 3 giocatori importanti che, è la speranza anche piuttosto concreta di Rino Gattuso, arriveranno a rinforzare la squadra entro il 19 agosto, ultimo giorno del calciomercato. Il Milan non poteva continuare a rimanere una piazza aperta scandita dal countdown del bonifico e dell’aumento di capitale.

Le porte sul futuro le spalancherà Elliott, un gigante che non sbatte le porte ma sussurra, un Fondo che non spaventa ma consolida, un punto di riferimento destinato a riportare immediatamente nel Milan autostima e autorevolezza. Quello che i tifosi si aspettavano, quello che i tifosi volevano ardentemente: uscire dal rango di Club inespresso e tornare nell’alveo delle grandi società con grandi prospettive.

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