Maldini-DAZN e Pirlo-Sky: 2 casi clamorosamente diversi fra loro

di Beatrice Sarti –

In entrambi i casi, Paolo Maldini e Andrea Pirlo avevano pattuito impegni televisivi prima degli incarichi Milan e FIGC, prima di divenire direttore sviluppo strategico del Milan nel caso del Capitano, prima di essere nominato vice-allenatore della Nazionale nel caso del Maestro.

Per Paolo Maldini, però, non si è aperta nessuna contraddizione o conflitto di interesse di sorta. Il figlio di Cesare si limiterà ad essere brand Ambassador della nuova tv a pagamento che ha acquisito un importante pacchetto di diritti per la Serie A. Le sue presenze saranno da talent, da testimonial, senza addentrarsi in giudizi e opinioni di carattere tecnico che comporterebbero una responsabilità oggettiva da parte del Milan. Dopo aver sognato il ritorno a Milanello per tanti anni, per Paolo le priorità erano chiare e non sono conflittuali.

Diverso il caso di Andrea Pirlo. La sua presenza a Sky è di natura diversa e comporta a prescindere giudizi di carattere tecnico, un ruolo da grande opinionista, una presenza in prima linea sulle tematiche di stretta attualità del calcio italiano. Per cui avrebbero potuto sorgere frizioni, malintesi e simili. Nel caso di Pirlo, si trattava di affiancare Roberto Mancini nel ruolo di ricostruzione e rifondazione della squadra azzurra. Un progetto affascinante e prestigioso, ma con ogni probabilità, sia sul fronte economico che su quello delle responsabilità, nel suo caso la bilancia ha pesato a favore di Sky. Del resto se, con tutto il rispetto, il vice di Mancini può essere, come sarà, Angelo Gregucci, lo stesso Pirlo potrà attendere proposte di maggiore rilievo e livello per tornare nel grande calcio che conta con ruoli e incarichi di carattere operativo.

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