La mania degli esoneri: Genoa e Chievo ci ricascano

di Marco Rizzo –

Esoneri: chi resiste alla tentazione e chi non cambia mai. Fino a qui avevano resistito tutti.

Lo aveva fatto l’Atalanta con Gasperini, che nonostante le parole di critiche verso la società e i risultati scadenti, ha rinnovato con i nerazzurri anziché essere esonerato. Lo ha fatto il Frosinone, che crede in Longo e gli è riconoscente per averlo fatto risalire in A. Lo ha fatto il Bologna con Inzaghi, dopo le prime gare piu’ che negative, senza nemmeno un gol segnato.

Chievo e Genoa, invece, non ce l’hanno fatta. La sosta è stata un’occasione troppo golosa per essere lasciata li. Ma i casi sono ben diversi.

In casa Chievo, difatti, serviva una scossa. D’Anna era riuscito a portare la salvezza lo scorso anno, ma forse non era pronto per una riconferma. Il suo Chievo non sa soffrire, non è malizioso, è poco unito. Caratteristiche fondamentali per una piccola che vuole salvarsi. Caratteristiche che da sempre sono state la base delle imprese del Chievo.

A Verona ora arriva Ventura per provare un’impresa che sembra ardua, considerando anche la penalizzazione dei gialloblù. Ma l’ex CT della Nazionale era forse l’allenatore su piazza che aveva più fame, più voglia di rivalsa e motivazioni. Tanto da non avere grandi pretese di ingaggio o di durata contrattuale (come aveva ad esempio Iachini, primo allenatore sondato dai clivensi). Ventura, per fare il “passo indietro” verso una piccola in difficoltà, ha solo preteso qualche acquisto a gennaio secondo le sue volontà. Tanto è bastato per convincere Campedelli. Sarà difficile per un allenatore che nell’ultimo anno ha vissuto in un tritacarne, ma gli auguriamo di potercela fare.

Discorso molto diverso per la sponda genoana. Ballardini non solo aveva ottenuto una salvezza difficile nel girone di ritorno della scorsa stagione, ma era partito più che bene in questa. 12 punti (come il Milan, per intendersi), l’esplosione di Piatek e buone prestazioni. Hanno pesato nel computo, tre pesanti sconfitte. Le goleade subite a Sassuolo e Roma (con la Lazio) e a sconfitta interna con il Parma nell’ultimo turno. Tanto è bastato a Preziosi per cambiare un tecnico che non ha mai amato e stimato. Tanto da riempirlo di insulti nel post esonero. “Scarso”, “Incapace” e via dicendo. Un trattamento pazzesco per un ottimo allenatore come il ravvennate, che paga un carattere un po’ spigoloso.

Per la successione si parlava tantissimo dell’ottimo Nicola. Il cambio, in quel senso, avrebbe auto un barlume di ragione. Auguri invece a Juric, che è stato scelto per la successione sulla panchina del Grifone. Il tecnico, già esonerato due volte da Preziosi, dovrà affrontare nelle prossime 6 giornate Juventus, Milan, Inter, Napoli e poi il Derby. Chissà che a fine ciclo non assisteremo ad un altro esonero…

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