FPF: Losanna cambierà il calcio europeo come fece Bosman?

di Franco Ordine –

La missione semiufficiale di Gazidis (venerdì a Nyon per discutere del FFP e del caso Milan) è solo una parte, quella diplomatica e scoperta, del duello cui assisteremo e che si svolgerà, sempre in Svizzera, ma a Losanna e dinanzi al Tas. Dall’esito del secondo ricorso milanista infatti dipenderà non solo il futuro del club rossonero, del suo prossimo mercato e del piano industriale di Elliott, ma il destino di molti club italiani e della prossima Champions League. Perché qualora il ricorso del Milan fosse respinto, allora resterebbero i vincoli che impedirebbero all’azionista di provvedere al rilancio della società (la seconda in Europa dietro il Real Madrid per il numero di Champions e di trofei euro-mondiali).

In caso contrario invece, qualora il Tas di Losanna, confronti con altri club alla mano, riconoscesse una sorta di malanimo o addirittura di pregiudizio dell’Uefa, rimasta “scornata” dalla bocciatura del provvedimento di esclusione dall’Europa league, beh allora si aprirebbe un processo di revisione generale delle regole. Di recente, Zorro Boban, che è il vice-segretario della Fifa, cioè la seconda carica del calcio mondiale, ha definito quelle norme inconciliabili con i piani di sviluppo di alcuni.

C’è anche un non detto da parte di Boban il quale, come noi tutti, ha letto la corrispondenza “segreta” che ha svelato il trattamento speciale assicurato a Manchestyer City e Paris Saint Germain e quindi è preoccupato che il “doppiopesismo” di Nyon possa spingere i club europei a formare la famosa superlega spesso agitata anche da Agnelli e compagnia. Gazidis, come insegnava Andreotti, è convinto che anche un cattivo accordo è sempre meglio di un non accordo ma nel frattempo può affilare le armi per giocare a Losanna la partita chiave.

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