Napoli-Frosinone: ADL prepotente con i “vicini” ciociari

di Mattia Marinelli –

Dalle isole partenopee, da Ischia in particolare, quando il sole è alto e il cielo è limpido, si scorge tutta la terra del Basso Lazio. Una zona nella quale una derivazione del dialetto ciociaro rende la parlata molto simile al napoletano. Ci sono tifosi del Frosinone che vengono da fuori, il cui dialetto ricorda assolutamente quello campano. E magari ci sono appassionati di calcio del Basso Lazio che vanno al San Paolo a seguire le partite del Napoli. Del resto tra Roma e Frosinone ci sono 80 chilometri. Non molti di più, 110 km, fra Frosinone e Napoli.

Vedere allora Napoli e Frosinone, in questo caso ha iniziato il Napoli, scambiarsi frecciate, è piuttosto triste sul piano del buon vicinato.

E’ ormai polemica infatti tra il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e quello del Frosinone Maurizio Stirpe. Ad innescarla è stato ‘Adl’, che in un’intervista al New York Times ha parlato anche di calcio dicendo “che ci fa il Frosinone in Serie A? Non attira spettatori”. Poi aveva aggiunto: “club come il Frosinone non attirano fan, né interessi, né emittenti nel campionato. Arrivano, non cercano di competere e tornano indietro. Se non possono competere, se finiscono ultimi, dovrebbero pagare una multa e non dovrebbero ricevere denaro”.

Tramite ‘CalcioNapoli24’, la replica di Stirpe non si è fatta attendere: “Mi sembrano dichiarazioni di una persona che ha la sindrome di Napoleone. Nella vita ancora prima che nel calcio serve rispetto e io qui non ne vedo: invece bisognerebbe averne sempre per gli avversari, lo sport deve insegnare questi valori. Se invece insegna prepotenza queste dichiarazioni si commentano da sole: arrivano da parte di persone che non hanno vinto niente”.

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