Esultanze da derby, quando qualcuno esagera!

di Valentina Alduini –

Si sa, i derby sono sempre sentitissimi non solo dai tifosi ma anche dai giocatori. Il pathos agonistico sale, l’adrenalina è più alta del solito e allora … Quando si va in gol, a volte, la gioia e le reazioni sono davvero incontenibili, non solo sugli spalti ma anche in campo.

Gli ultimi a far parlare di sé sono stati Sergio Ramos e GarethBale, andati a segno nel derby disputato tra i blancos e l’Atletico Madrid. I due sono andati in rete rispettivamente al 42’ (su rigore) e al 74’, mentre l’altra rete è stata messa a segno da Casemiro al 16’. Per i padroni di casa, il marcatore di giornata è stato Griezmann, che è riuscito a beffare Courtois al 25’.

Osservando i festeggiamenti del capitano del Real Madrid, sembrava quasi di vedere una parodia dell’esultanza del rivale Griezmann. E non è di certo stato più sobrio il modo di esprimere la propria contentezza di Bale, che ha mimato un gesto che sembrerebbe somigliare a quello dell’ombrello. Insomma, i giocatori di Solari hanno espresso la propria felicità in maniera parecchio estrosa e discutibile.

Tuttavia, non è la prima volta che capitano episodi del genere nel corso di un derby. Ad esempio, nel nostro Campionato,è indimenticabile l’esultanza dello storico capitano della Roma, Francesco Totti che, l’11 aprile 1999, quando la sua squadra battè i cugini della Lazio per 3 – 1, dopo il suo gol negli ultimi minuti del match, alzò la maglia giallorossa per mostrarne una con la famosissima scritta: “Vi ho purgato ancora”. Certamente fece godere non poco l’Olimpico, sponda romanista, e fece sorridere tutti gli amanti del calcio.

E che dire del gesto di Enzo Maresca nel derby andato in scena tra Torino e Juventus il 24 febbraio 2002? In quell’occasione i bianconeri erano sotto e, a pochi minuti dal fischio finale, il giocatore ha messo a segno il gol che ha consentito ai suoi di chiudere quel derby sul 2 – 2. A quel punto, la felicità era incontenibile e il giocatore ha festeggiato con il mai dimenticato gesto delle corna sul capo, che sembrava essere l’imitazione dell’esultanza del granata Ferrante. Naturalmente, in entrambi i casi, i tifosi avversari non furono affatto contenti.

Ma queste sono solo alcune delle esultanze più discusse, in quanto nella storia del calcio, di festeggiamenti poco sobri ce ne sono stati parecchi. L’esultanza, pacata o contenuta che sia, potrebbe essere vista come il momento in cui i calciatori in campo si congiungo con i tifosi. Non è solo una liberazione, uno sciogliere quelle tensioni implicite per chi sta cercando di ottenere un risultato positivo sul campo; sembrerebbe rappresentare proprio l’amalgama perfetta tra l’idolo e colui che lo segue. Perché si sa, quando un giocatore segna, non sono solo coloro che calcano il manto erboso a sentirsi, in un certo senso, più consapevoli di ciò che possono fare ma lo sono anche i tifosi che, sugli spalti o davanti alla tv, capiscono realmente quello di cui è capace la propria squadra. Dunque, l’esultanza è un momento di unione, in ogni partita … Figuriamoci in un derby!

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