Sci: Brignone e Goggia, troppo diverse per non essere rivali

di Redazione DDD –

Febbraio d’oro per lo sci azzurro, ma oltre alle medaglie c’è  anche quella sottile rivalità fra atlete purosangue che alimenta interesse e stimoli.

Nei giorni scorsi Federica Brignone ha trionfato in combinata a Crans Montana: la Brignone, che ha dominato la prova in discesa con il tempo di 1’30″94, ha poi difeso il suo vantaggio nello slalom chiudendo in 2’15″20, con 38 centesimi di vantaggio sulla canadese Roni Remme e 1″04 sulla campionessa del mondo Wendy Holdener.

La vittoria della Brignone era arrivata il giorno dopo il successo di Sofia Goggia in discesa. La sciatrice bergamasca aveva vinto dominando con 36 centesimi di vantaggio su Joana Haelen e 45 su Lara Gut-Behrami.

C’è rivalità fra le due portabandiera azzurre?

Tutto risale ad un anno fa, ai Mondiali di Saint Moritz, quando  Federica, figlia di Maria Rosaria Quario, lo fece intendere abbastanza chiaramente. All’epoca Sofia Goggia cadde nella manche di slalom della combinata, e sfumarono le importanti chance di medaglia. All’arrivo, invece di solidarizzare con Sofia, Federica Brignone dichiarò: “Hanno vinto le migliori” e “Un grosso applauso alle svizzere che hanno festeggiato davanti al proprio pubblico come io e Marta Bassino avevamo fatto dopo la doppietta nel gigante di Plan de Corones”. Eppure la rivalità non è un aspetto negativo, come conferma un brano del libro di Mario Cotelli, padre della valanga azzurra ai tempi di Thoeni e Gros, nel suo libro “L’epopea della Nazionale di sci” (New Press Edizioni).

Del resto Federica e Sofia, le due protagoniste, sono uguali nella voglia di vincere, nella grinta e negli obiettivi da raggiungere, ma sono destinate ad essere molto diverse nel carattere, nella tecnica e nelle relazioni.

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