Il derby contro il tempo: Tadic “nasce” a 30 anni

di Francesco Quattrone –

Una notte da Champions, quella di martedì, da incorniciare per l’Ajax che esce vittorioso dal Bernabeu grazie al suo numero dieci, Dusan Tadic. Classe, esperienza e colpi da talento puro annientano il Real Madrid. Un resoconto finale da sogno: un gol e due assist. L’Ajax, grazie a tutto ciò, stacca il pass e vola ai quarti di finale dopo ben sedici anni.

Il trentenne serbo arriva sul tetto d’Europa 

Un’evoluzione e una crescita lenta quella del classe ‘88 ma, guardando il finale, è servita parecchio. L’attesa, insomma, ne è valsa la pena. Non importa arrivare in ritardo ma farlo in maniera straordinaria e perfetta. Ognuno di noi ha il suo tempo per arrivare all’apice: possiamo definire così, attraverso quest’espressione, la sua carriera calcistica. Tadic ora è diventato l’eroe del Bernabeu, potrebbe già bastare così, ma lui è pronto a stupire ancora, insieme ai suoi compagni. Un Ajax arrivato come una mina vagante; ha dimostrato con il lavoro le qualità dei singoli ma ancora di più l’essere una squadra ben collaudata che riesce ad esprime quel calcio vero e passionale di una volta del quale erano rimaste soltanto delle misere tracce. Una realtà del calcio che sta tornando e Tadic ne è il trascinatore.

Dalla Serbia all’Olanda, passando per la Premier League, per poi ritornare da protagonista in Eredivisie

Una vera e propria gavetta quella di Dusac Tadic. Tutto ha inizio nella stagione 2006/07, con il passaggio dalle giovanili alla prima squadra del Vojvodina in SuperLiga (serie A serba), dove disputa quattro stagioni totalizzando 94 presenze e 27 reti. Poi dal 2010/11 si trasferisce in Olanda, al Groningen in cui rimane quasi tre anni: 76 apparizioni e 14 sigilli. Insomma i numeri iniziano a farsi sentire e si sta intuendo il valore potenziale del ragazzo. Il Twente ci vede lungo, segna il suo nome sul taccuino, e lo acquista nel mercato estivo del 2012: 85 partite e altre 32 reti messe a segno. Inizia ufficialmente la scalata per il calcio che conta: il Southampton lo porta in Premier League dove si trova a meraviglia, totalizza il massimo delle sue presenze ben 162 e 24 gol. Ma l’amore per l’Olanda si fa sentire, come se dovesse completare qualcosa, e dunque quest’estate ci ritorna grazie all’Ajax. Quel qualcosa era la prestazione di martedì sera contro i campioni in carica del Real Madrid, e grazie alla quale ha fatto toccare ai suoi l’Europa con un dito, e forse potrebbe cambiare gli scenari della sua carriera che finalmente prende l’ascensore. Insomma, il lavoro e i sacrifici pagano sempre. Quello della gavetta di Tadic è un esempio da tenere sempre bene in mente, tutto si può ottenere: basta crederci. Con quella capacità  di servire i compagni in modo naturale e con la veronica alla Zidane, Tadic ha fatto innamorare tutti. Un talento esploso in età matura, questo è vero, ma come si sa, e soprattutto in questo gioco, il bello è sempre dietro l’angolo.

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