Papà Calha va a Verona ma in cuor suo è già derby

di Mattia Marinelli –

Castillejo ha gamba, Cutrone si è allenato anche nel giorno di riposo, Suso è nel pieno della cura psicologica Gattuso. Normale che in questo contesto, il turco10 rossonero, assente dagli allenamenti perla nascita della figlia primogenita Liya, possa marcare visita, almeno dall’inizio a Verona.

Chala padre, come Sheva che nel novembre 2004 baciò il figlioletto al mattino e alle 19 era in campo a Genova per segnare in Sampdoria-Milan 0-1. E come Contra, che nel gennaio 2002 Ancelotti lasciò a casa perchè il romeno stava per diventare papà. In quel caso, Lecce-Milan 0-1.

Hakan Calhanoglu quest’anno è stato vicino al Lipsia e il Milan valutava l’offerta targata Red Bull (superiore ai 20 milioni), che avrebbe rimpinguato le casse rossonere. Non se n’è fatto nulla, soprattutto per volere di Rino Gattuso: il turco è un suo pupillo, l’ha rilanciato e l’ha sempre difeso.

Il tecnico lo dice stesso: lo massacrate, ma io vedo tutte le responsabilità che si prende. L’augurio, dopo un paio di buone prestazioni, anche se nel complesso l’annata di Calhanoglu non è stata granché, è che il turco si rassereni con la paternità e la pace familiare.

Il lieto evento non dovrebbe impedirgli di partecipare alla trasferta di Verona: è già tornato a Milanello, ma visto che s’è allenato poco potrebbe andare in panchina. E un po’ di riposo gli farebbe bene, dopo i tanti minuti di utilizzo accumulati fin qui.

Nella prima parte del campionato, Calha era davvero giù di morale: aveva problemi con la moglie Sinem (confessati via social network e per fortuna ora risolti), soffriva per una botta al collo del piede rimediata nel derby per un contrasto con Icardi, non riusciva proprio a ingranare.  Gattuso, però, ha tenuto duro. Perché Hakan è un giocatore di qualità e Rino, dopo aver messo a posto la difesa, ha bisogno di talento per innescare Piatek. E magari di qualche tiro vincente, come quello contro l’Atalanta, fondamentale nella rincorsa alla Champions.

Tutti in campo a Verona e Chala in panchina: con Liya nel cuore e il pensiero già al derby.

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