L’ultrà Caressa – Bergomi: Fabio, guarda che è fallo…

di DDD –

Anche chi stima moltissimo Fabio Caressa, riconosce che nella telecronaca di Juve-Atletico Madrid gli possa essere scappato il piede dall’acceleratore. Troppo ultrà, a partire dal gol annullato ai bianconeri. E’ stato Beppe Bergomi a intervenire e a far notare al telecronista che Cristiano Ronaldo aveva commesso fallo sul portiere avversario Oblak.

Per Juventus-Atletico Madrid la tv satellitare ha silenziato il commento al momento dell’ingresso in campo delle squadre, in modo che si potesse percepire bene l’atmosfera dello Stadium. Una scelta che, a giudicare dai commenti sul web, è piaciuta al pubblico bianconero, meno a quello anti-juventino, che ha accusato Sky Sport di faziosità.

Di  tenore più acceso, invece, i commenti sulla telecronaca della gara, affidata a Fabio Caressa e Beppe Bergomi. Il racconto della gara, infatti, è stato bocciato anche da gran parte del pubblico bianconero. “Complimenti alla Juve per la prestazione e per il passaggio del turno strameritato – uno dei commenti che si legge sull’account Twitter di Sky Sport -, ma dite a Fabio Caressa che gli abbonati di Sky non sono tutti Juventini, Juve Channel è un’altra cosa e ribadisco i complimenti alla Juve”. 

Il giornalista di Sky Sport è finito nel mirino non solo per il tono della telecronaca, volta a esaltare la prestazione della Juventus, ma anche per alcune scelte giudicate un po’ eccessive: a un certo punto dell’incontro, ad esempio, Caressa ha iniziato a chiamare per nome i bianconeri (Giorgio, Cri, Moise, Federico…), un vezzo che non è piaciuto agli spettatori.

Al telecronista non vengono perdonati neanche un paio di “sviste” sui giocatori: “per Caressa tutti quelli che corrono sulla sinistra sono Spinazzola… invece era Ronaldo…”, scrive uno juventino sulla pagina Facebook di Sky Sport. E ancora, da un collega di tifo: “Caressa sta dando i numeri in telecronaca, non erano meglio Trevisani o Compagnoni?”.

Non bisogna mai mancare di rispetto ad un professionista, ma come per ogni grande evento che si rispetti, anche il commento divide. 

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