Mal di pancia Sampdoria ad un mese dal derby

di Gregorio Spigno –

Ecco una analisi dall’interno del momento blucerchiato, dopo la sconfitta contro l’Atalanta:

Quando il gioca si fa duro, la Sampdoria non c’è mai, si nasconde, sparisce dal campo… E così Addio sogni di gloria, addio anticipato all’Europa. Anche per questa stagione, come quella precedente, come sempre se non si hanno Palle grandi, palle che girano quando non riesci a raggiungere il tuo obiettivo…

Doveva essere la partita della vita, una finale, novanta minuti per confermare di poter lottare fino alla fine per un posto in Europa League e invece come al solito la Banda di Giampaolo è caduta sul più bello. Non nel gioco, nemmeno nelle occasioni ma nella corsa, nelle motivazioni, in quella cattiveria che non abbiamo dalla nascita, e poi fisicamente…

Per Gasperini era una gara da dentro-fuori, la squadra che avrebbe perso sarebbe uscita dalla lotta e, puntualmente, abbiamo perso noi. Come se non bastasse, poi, continua a segnare solo Quagliarella. Se non ci pensa lui non lo fa Nessun altro. Defrel si è sfasciato contro un muro, prima ancora contro Zapata, Gabbiadini è irriconoscibile, disperso in una zona del campo non sua. Senza dimenticare Saponara e Ramirez, il primo nuovamente rotto, il secondo sempre troppo nervoso e insieme senza gol e idee. Mancano anxhe i loro gol e quelli dei centrocampisti. Il problema è uno solo: la samp non tira in porta, lo fa poco, lo fa sempre e solo Fabio. Troppo tiki-Taka, poca voglia di far male.

Allora la domanda sorge spontanea: senza il Capitano, la Samp dove sarebbe? Nessuno lo sa… resta solo il fatto che anche quest’anno il finale di campionato, per noi, sarà probabilmente anonimo, fatto di continue voci di mercato, indiscrezioni e chissà cos’altro. Qualcuno come Bereszinski non ha perso tempo, ha giocato d’anticipo, ha deciso di dar fiato inutilmente a sogni e desideri personali piuttosto che pensare alla Sampdoria.

Ma noi siamo fatti così, con pochi sogni, con il mugugno facile ma solo e sempre verso una persona, il presidente. Il giocattolo rischia di rompersi definitivamente sabato pomeriggio e dar forza così a una cessione che qualche tifoso si augura avvenga il prima possibile, senza sapere se Vialli ci sarà realmente, senza domandarsi perché un fondo dovrebbe comprare la Sampdoria. Intanto, Mentre aspettiamo che Ferrero cada giù dalla Lanterna, le altre si giocano un posto per l’Europa.

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