Il derby dei cleen sheets: Handa in vantaggio ma Gigio…

di Enrico Vitolo –

Un derby è per sempre. Anche la copywriter Frances Gerety, che nel 1947 ideò lo slogan “Un diamante è per sempre” che rese poi famosa l’azienda De Beers, non avrebbe il coraggio di richiedere i diritti del copyright. Perché nulla è come un derby di calcio. Indimenticabile, ma soprattutto infinito. Ogni giorno dell’anno, anche quando il campionato è fermo, è quello giusto per dare vita a un qualsiasi tipo di sfottò o per mettersi a confronto su qualsiasi aspetto. Ne sanno qualcosa i tifosi e i calciatori di Milan e Inter che di recente hanno ridato vita all’ennesimo derby targato San Siro, un derby che nonostante il triplice fischio finale continua ancora oggi a giocarsi. Su più fronti. Non solo da parte delle due squadre impegnate nella conquista del terzo e quarto posto in classifica, ma anche da parte di alcuni dei loro protagonisti. Per Gianluigi Donnarumma e Samir Handanovic, ad esempio, il derby è tutt’altro che concluso.

Da ora in poi sarà ovviamente a distanza, ma sarà pur sempre una sfida che attirerà su di sé le attenzioni di tutti. Non solo per conoscere il nome del “vincitore”, ma anche per capire chi tra i due numeri uno riuscirà a trascinare a suon di parate i suoi compagni alla conquista di un posto in Champions League. Intanto con 13 clean sheets lo sloveno di Lubiana è in vantaggio nel derby milanese, un rendimento che attualmente non ha eguali in serie A. Dietro di lui, oltre a Sirigu che è fermo a quota 12, c’è proprio l’italiano di Castellammare di Stabia con 9 gare chiuse senza subire gol (stesso destino anche per Szczesny e Audero). Ed è proprio lì dove è nato il titolare della Nazionale azzurra che c’è il portiere che ha subito meno gol tra tutti i campionati dei cinque principali paesi europei, sono addirittura 18 su 29 le giornate concluse con zero reti al passivo per Paolo Branduani della Juve Stabia.

Un score non del tutto impossibile da eguagliare per chi come Handanovic e Donnarumma è abituato a fare parate decisive. Tante, tantissime. Su 102 tiri subiti, che vuol dire 13° peggior rendimento della serie A, il capitano dell’Inter ha risposto presente in campionato con addirittura 78 parate. Il cugino rossonero, invece, ha dovuto fare i conti con 199 tiri, che in questo caso significa 7° peggior rendimento, e in 78 occasioni è riuscito a metterci una pezza. Molte volte decisiva. Ma ora per entrambi ci sarà bisogno di un’altra parata, quella che dovrà salvare il Milan e l’Inter dai tentativi di Roma e Lazio. Ma non sorprendetevi delle coincidenze, dovreste saperlo: un derby è per sempre.

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