Hellas, Chievo e Virtus: in arrivo un terzo derby a Verona

di Simone Balocco –

Tutti conoscono Verona: la città di Romeo e Giulietta, dell’Arena, del pandoro e degli Scala. Molti non sanno che Verona ha un primato in Italia: da questa stagione, per la seconda volta negli ultimi sette campionati, conta tre squadre nei campionati professionistici italiani.

Ed è una cosa rarissima in Italia, visto che da noi al massimo ogni città schiera tra i “pro” due squadre. Al massimo Roma ha schierato Roma, Lazio e Lodigiani, ma parliamo della capitale e della città più popolosa e comunque dieci anni fa. E fino a quando si parla di capitali, il discorso ci sta: Madrid e Lisbona ne hanno tre (Real, Atletico, Rayo Vallecano; Lisbona, Sporting, Balenenses), Budapest cinque (Ferencvaros, Honvéd, Mtk, Ujpest e Vasas), Londra sei in Premier e complessivamente dodici nei campionati professionistici.

Verona è “solo” capoluogo di provincia e la seconda città più abitata del Veneto, ma vive di calcio come poche. Le due principali squadre cittadine sono Hellas e Chievo.

L’Hellas è nata nel 1903, conta 28 campionati di Serie A, 53 di B, mai un campionato nei dilettanti. Dici Hellas e pensi alla “fatal Verona”, dove il Milan, il 20 maggio 1973 ed il 22 aprile 1990 perse due scudetti praticamente vinti. Dici Hellas e pensi ad una delle tifoserie più calde (e controverse) d’Italia ma sopratutto pensi al mitico Verona di Bagnoli in panchina ed in campo gente come Garella, Tricella, Briegel, Galderisi e Elkjaer che nella stagione 1984/1985 vinse addirittura lo scudetto. Da allora, nessun’altra squadra solo capoluogo di provincia vinse più il tricolore.

Pensi al Chievo e pensi alla bellissima favola della squadra di quartiere (Borgo Milano, di cui Chievo è una sotto parte) che nella stagione 2001/2002 disputò il suo primo campionato di Serie A. Era il “Chievo dei miracoli” di Delneri che schierava una serie di giocatori che si sono poi affermati a livelli nazionale: da Legrottaglie a Perrotta, da Lanna a Corini, da Corradi fino a Eriberto. Primo anno in A, quinto posto e qualificazione alla Coppa UEFA.

Cinque anni dopo, i “mussi volanti” si piazzarono al settimo posto, ma grazie a “Calciopoli”, salirono fino al quarto posto che significò Champions League. O meglio, preliminari di Champions League. Poco importava: Verona diventava la quarta città italiana a mandare due squadre in Coppa dei Campioni/Champions League dopo Milano, Roma e Torino. E pazienza se contro il Levski Sofia, D’anna e compagni furono eliminati subito e passarono in Coppa UEFA, dove uscirono anche lì subito.

Hellas e Chievo danno vita al “derby dell’Arena”: diciannove incontri, sette vittorie per parte e cinque pareggi. La prima partita si giocò in B il 10 dicembre 1994 e si chiuse 1-1. Questo derby non si gioca dal 10 marzo 2018 e se il Verona non saliva in Serie A, vista la classifica molto deficitaria del Chievo, la prossima stagione, in cadetteria, si rigiocherà di nuovo.

Ma qual è la terza squadra della città di San Zeno? La terza squadra di Verona è nata nel 1921, proviene anche lei da un quartiere (Borgo Venezia, zona est della città) e ha lo sponsor “tecnologico”: la Virtusvecomp Verona. Per differenziarsi dalle “cugine”, i colori della Virtus sono il rosso ed il blu anziché il tradizionale gialloblu, anche se in origine i colori del Chievo erano quelli del suo quartiere, il bianco-blu.

La squadra veronese gioca le sue partite casalinghe al “Gavagnin-Nocini” e la scorsa stagione ha vinto il girone C di Serie D, superando di cinque punti il Campodarsego. Una vittoria costruita negli anni perché dietro c’è un progetto molto interessante. Partendo dal fatto che ha un presidente che…allena e lo fa da oltre 30 anni. Senza contare che gestisce una Onlus ed è al centro di una serie di eventi incentrati sull’integrazione.

I giocatori di grido sono Angelo Nolé e Daniele Giorico, entrambi con esperienze in B e in Lega Pro: per il resto, una squadra di ragazzi per lo più al debutto tra i professionisti. La squadra ha pochi tifosi perché a Verona si segue (prettamente) l’Hellas e (meno entusiasticamente) il Chievo. I tifosi rossoblu si ispirano a quelli di St. Pauli, Livorno e Olympique Marsiglia. Ovvero, piazze politicamente opposte a quelle per cui tifano i tifosi dell’Hellas.

La Virtusvecomp attualmente sarebbe salva, ma il campionato è ancora lungo e la classifica è ancora corta. E l’obiettivo è rimanere un altro anno in terza serie. Non si sa se un giorno ci sarà un derby tra la Virtusvecomp e una (o tutte e due) squadra di Verona. Se la Virtus dovesse salvarsi e le “cugine” giocare in Serie B, il prossimo anno ci sarà solo una categoria di differenza tra le tre squadre. Una cosa impensabile anche solo dieci anni fa.

Sarebbe una bella cosa se un giorno ci fosse un altro derby cittadino, perché i derby sono sempre belli, sopratutto di questo tipo. Una volta la Virtusvecomp ha giocato una partita di campionato al “Bentegodi“. La strada la conosce già.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *