La finale di David Luiz, Jorginho e Kepa: non di Higuain…

di DDD –

E finale tutta inglese sarà. La coppa se la giocheranno i Blues di Sarri e l’Arsenal, così come quella di Champions League tra Liverpool e Tottenham. Il Chelsea si è qualificato per la finale dell’Europa League, battendo l’Eintracht Francoforte 5-4 ai rigori. La gara si era chiusa sull’1-1 dopo tempi regolamentari e supplementari). All’andata il risultato era stato di 1-1. Sarri ci è arrivato con fatica ai rigori, il Chelsea ha fatto alcuni salvataggi prodigiosi sulla linea fra cui quello di David Luiz. L’Eintracht ha fatto qualcosa in più degli inglesi. Ma ai rigori, con i tedeschi in vantaggio 3-1 dopo i primi 5 rigori calciati dalle due squadre, Kepa ha fatto la differenza. Proprio il portiere al centro del caso dei rigori della sconfitta del Chelsea in finale di coppa di Lega, contro il Manchester City.

I tifosi del Chelsea hanno commentato il successo dei Blues. “Ho rivalutato Jorginho: che freddezza in occasione del rigore”; “Bravo Jorginho”“Perché Higuain non si è presentato sul dischetto?“; “Bravo Jorginho! Higuain ha avuto paura e non ha calciato il rigore”, questi alcuni messaggi che si possono leggere sul web.

Le parole di Maurizio Sarri al termine della semifinale: “Era palese che se non avessimo segnato nel primo tempo le cose si sarebbero messe male. Loro sono una squadra dinamica e pericolosa. È stata una partita difficile, abbiamo finito la benzina nel secondo tempo e siamo stati in parte bravi a stare sul pezzo nei supplementari. La partita è stata bella e sofferta. Noi per andare in fondo alla Coppa di Lega abbiamo dovuto eliminare Liverpool e Tottenham e in finale abbiamo pescato il Manchester City. Questo dà l’idea di quanto sia competitivo il calcio inglese e lo sarebbe ancora di più se togliessero una delle due coppe nazionali”.

Sarri ha poi tirato le somme del suo primo anno in Inghilterra: “Non è semplice, ti scontri con diversità culturali, di mentalità e di alimentazione, è un mondo abbastanza diverso dal nostro – ha ammesso – Per certi versi bisogna mollare anche qualcosa. Giocare così tanto? A me fa piacere, mi dà grande adrenalina: i giocatori inglesi sono abituati a questo tipo di ritmi. È un calcio difficile, il livello qui è altissimo e non è più così distante dal nostro. Si comincia a giocare un calcio tatticamente più evoluto, con la differenza che sono rimasti i ritmi del vecchio calcio inglese. Dal punto di vista tattico mi dispiace non aver potuto lavorare meglio sulla linea difensiva, ma non ho avuto tempo. Certi errori col lavoro sono evitabili. Nel calcio inglese tanti giocatori sono fortissimi a livello individuale, ma sono portatori di palla e hanno bisogno di tempo per cambiare mentalità. A Napoli si era invece creato un sistema. Diventa difficile snaturare alcuni giocatori e non sarebbe neppure producente. Ritorno in Serie A? Per ora no”.

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