Il 13 maggio, una data disgraziata nella storia della Serie B

di Franco Ordine –

Il lunedì 13 maggio dell’anno di disgrazia calcistica 2019 sarà ricordato per molto tempo come l’anno buio del calcio italiano. In poche ore è successo un colpo di stato: 1) il tribunale federale (primo grado di giustizia calcistica) ha spedito il Palermo all’ultimo posto della classifica di serie B per il gravissimo illecito amministrativo commesso dalla gestione Zamparini nei precedenti tre anni; 2) il consiglio direttivo della serie B, riunito a Roma subito dopo, ha “violentato” due norme cardine dello sport italiano trasformando in definitivo il primo grado di giudizio e abolendo i play out previsti dal format originale.

Evidente lo scopo: consentire alla Salernitana di Lotito, rappresentata nel direttivo da Mezzaroma, di salvarsi miracolosamente senza lo spareggio col Foggia diventato automatico dopo la punizione inflitta al Palermo (ultimo posto in classifica). Dinanzi a tale scempio, in un qualunque paese che non sia calcisticamente repubblica delle banane, ci sarebbe non l’insurrezione popolare ma l’intervento degli organi competenti per rimediare alla profonda ferita.

Per intendersi è come se, con il campionato ancora aperto, avessero deciso che in caso di vittoria non valgono più i 3 punti ma 2! Qui mi dichiaro e mi auto-denuncio: io sono nato a Foggia e nutro, pur lavorando e vivendo da 40 anni a Milano, una passione viscerale per la squadra della mia città. Eppure giuro che sarei insorto egualmente se questa scandalosa manipolazione delle regole avesse colpito il Bari o il Catania o il Mantova. Nessuno degli esponenti di rilievo del calcio e del governo del mio Paese possono ora girarsi dall’altra parte e far finta di niente.

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