ADL e Raiola, a che gioco giocate? Derby di Milano e Atletico su Insigne

di Mattia Marinelli –

Dopo le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis sull’impossibilità di costringere Insigne a rimanere a Napoli, si sono messe in moto le varie agenzie di rumors di mercato. Che fra ADL e Mino Raiola non corresse buon sangue, era noto dai tempi di Hamsik. La prova del nove si sta riproponendo su più vasta scala, attorno al nome di Lorenzo Insigne. All’epoca di Hamsik, il proprietario del Napoli aveva chiesto e ottenuto che Marechiaro cambiasse procuratore. Questa volta invece, dopo una pace di facciata, Raiola ha iniziato a battere cassa. E De Laurentiis sembra essere protagonista di un gioco delle parti, senza reazioni polemiche.

Sembrava infatti esserci stata una  richiesta di Mino Raiola da 7 milioni di euro annui e il presidente del Napoli avrebbe respinto le pretese del ragazzo, riaprendo così il capitolo mercato. Su tutti, sono in questo momento 3 i club maggiormente interessati: si tratta di Inter, Milan e Atletico Madrid.

Per i colchoneros, l’accostamento al forte attaccante azzurro, è una vera novità dopo aver appreso dell’addio di Griezmann a fine stagione. Lorenzo potrebbe dunque essere il sostituto del francese, anche se dall’Italia le due milanesi non hanno intenzione di mollare la presa. Da una parte i nerazzurri che in vista del prossimo campionato hanno intenzione di rinnovare qualche nome sulle fasce. Dall’altra, invece, i rossoneri sembrano intenzionati a rivoluzionare totalmente il reparto degli esterni offensivi, con gli stessi Suso e Calhanoglu non più certi della permanenza. E con il brasiliano Everton (Gremio) che sembra essere stato bloccato da Ivan Gazidis,

Aveva detto solo ieri, De Laurentiis: “Se Insigne giocherà nel Napoli la prossima stagione? Insigne mi risulta che sia un giocatore del Napoli, è napoletano. Ha sempre dimostrato un grande attaccamento alla maglia, se poi questa grande responsabilità di essere anche napoletano gli ha giocato nel passato e gli potrebbe giocare nel futuro una idiosincrasia con quei tifosi, che dico che non sono tifosi, non posso certo obbligarlo a rimanere suo malgrado. Lui più volte, quattro anni fa o sei anni fa e anche recentemente prima di accordarci con Raiola, mi ha chiesto di andare via perché non si sentiva amato”.

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