Nuovo codice di giustizia sportiva: finisce l’era “ce penso io”

di Franco Ordine –

Partiamo dalla notizia nuda e cruda: il consiglio federale del calcio italiano ha approvato col voto contrario di Lotito e l’astensione di Marotta, Miccichè e Balata il nuovo codice di giustizia sportiva varato dalla presidenza Gravina. Ora passiamo all’approfondimento. Perché Lotito ha votato contro? La spiegazione di Gravina, in conferenza stampa, è stata illuminante. “Quando leggerete l’articolo 142 capirete”. Indispensabile allora consultarlo. E dalla lettura viene fuori la volontà politica di procedere al ricambio dei vertici delle commissioni giudicanti della federcalcio. Il presidente attuale della Caf, Sergio Santoro, considerato vicino a Lotito, si è dovuto astenere dall’appello del Palermo perché un articolo del quotidiano Repubblica ha riferito di una indagine a suo carico.

Se aggiungiamo che l’esimia docente universitaria di Salerno, la prof. Virginia Zambrano, salernitana, ha dovuto fare lo stesso perché chiamata a presiedere il collegio di garanzia del Coni incaricato di dirimere la questione regolamentare sui play out che riguardava all’epoca Foggia e Salernitana, allora il quadro comincia a completarsi. A commento dei lavori, c’è stata una dichiarazione di Francesco Ghirelli, presidente della Lega pro altrettanto illuminante: “Si può dire che è stata una liberazione e la fine dell’epoca “a Frà ce penso io””. Cosa voleva dire Ghirelli? Voleva esattamente dire quello che ha detto: e cioè che le nomine passate rispondevano a indicazioni riferite a Claudio Lotito e che dall’11 giugno prossimo, appena la giunta Coni approverà finalmente il testo passato a maggioranza, ci sarà un ricambio totale nelle cariche di giustizia sportiva. C’è bisogno di aggiungere altro?

 

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