Voleva il 4-0: Mancini altro passo rispetto alla sciagura Ventura

di Franco Ordine –

Son passati poco più di diciotto mesi dalla dolorosa eliminazione al mondiale di Russia e i primi titoli dei quotidiani strillano la soddisfazione collettiva per il passo cadenzato della giovane Italia di Roberto Mancini. Forse, è il caso di riflettere, non eravamo così conciati allora. Forse la sequenza di errori commessi da ct, dirigenti e calciatori, ci indusse a catastrofiche considerazioni. Ancora più probabilmente quella caduta rovinosa è stata la molla per ottenere questo scatto in avanti.

La Grecia non è un ostacolo di rilievo internazionale, la facilità del punteggio realizzato in mezz’ora deve suggerire cautela negli entusiasmi. Eppure c’è un filo azzurro che è capace di rammendare i risultati al futuro e in particolare alla mentalità nuova che emerge nelle pieghe di questa qualificazione europea. La frase di Roberto Mancini, ct azzurro, appena conseguito il rotondo 3 a 0 correndo qualche rischio di troppo è illuminante: “Avremmo dovuto fare il 4 a 0”.

Ecco: è questo il cambio di passo, di mentalità, la rivoluzione calcistica rispetto al medioevo delle frasi della vecchia gestione e anche, diciamolo, alle scelte (De Rossi chiamato a subentrare dalla panchina nella sfida di ritorno con la Svezia invece di Insigne) sciagurate di Ventura. Se poi incrociamo i dati della Nazionale di Atene con quelli delle diverse rappresentative, in particolare dell’under 20, allora è possibile intuire che un’altra generazione sta crescendo dietro le quinte di un campionato che dovrebbe bandire la passione per gli stranieri e aprirsi ai deb del vivaio domestico.

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