La Viola tiene duro: ma Federico chiama Federico…

di Valentina Alduini –

Una maglia viola in comune. Uno l’ ha vestita in passato e l’altro la veste ancora … Almeno per ora. Lo stesso nome, tre anni di differenza e appartenenti ad una generazione di talenti. Federico Bernardeschi e Federico Chiesa sono pronti a prendere, ancora una volta, la Nazionale per mano insieme ai compagni. Nella sfida contro la Bosnia-Erzegovina, tuttavia, potrebbe esserci una sorta di derby per conquistare una casacca azzurra. E chissà che, questa situazione, non possa ipoteticamente ripresentarsi anche in futuro a livello di club.

Nel match disputatosi sabato scorso contro la Grecia, lo juventino è subentrato a Belotti per una manciata di minuti, mentre il viola ha giocato tutta la gara. Nella sfida valida per le qualificazioni agli Europei del 2020 contro la Nazionale di cui fa parte anche Pjanic i due, come anticipato, potrebbero contendersi una casacca. Strano il destino perchè, secondo alcuni rumors di calciomercato, Bernardeschi e Chiesa potrebbero divenire compagni di club. Infatti, da un po’ di tempo, parrebbe che la Juventus abbia messo gli occhi sul classe ’97.

Con la Fiorentina in comune i due potrebbero clamorosamente (nemmeno troppo) ritrovarsi a vestire la casacca bianconera. In questa stagione, Chiesa ha dimostrato delle abilità di spessore e dunque, sarebbe finito tra gli interessi di diversi top club. Infatti, oltre alla Juventus, anche l’Inter guidata dall’ex bianconero Conte sembrerebbe interessata a lui.

Qualora il figlio di Enrico Chiesa dovesse cambiare club per approdare a Torino, per i bianconeri potrebbe essere un innesto molto utile per alzare l’asticella. Come per Bernardeschi e Baggio, tuttavia, l’eventuale operazione potrebbe essere indigesta alla piazza viola. Nel corso della stagione chiusasi da poco, Chiesa ha siglato 12 gol e ha avuto all’attivo 41 presenze. Una media che, con il lavoro e la continuità, potrà certamente innalzarsi.

Per quanto riguarda Bernardeschi, le cose sono andate in modo differente a livello di reti siglate. In 39 presenze, l’esterno azzurro ha segnato soltanto 3 gol. Sotto questo profilo, il carrarino sembrerebbe essere consapevole di dover migliorare. Ma, nonostante questa nota stonata, il numero 33 della Juventus ha messo in mostra grandi doti, impegnandosi ad avere maggiore continuità. Certamente, la sua prestazione nel match di ritorno tra i bianconeri e l’Atletico Madrid agli ottavi di Champions League, ne è una chiara dimostrazione.

Entrambe dotati tecnicamente, dediti al lavoro, consapevoli delle loro qualità e ambiziosi, i due Federico si apprestano nelle prossime ore a scendere in campo con la Nazionale. Al momento, non si sa ancora con certezza se a partire titolare sarà Bernardeschi o Chiesa. E chissà che il c.t. Mancini non decida di schierarli insieme. Al di la di questo “derby” per la maglia azzurra, tutta la delegazione ha intenzione di qualificarsi per i prossimi Europei. Tra i tanti talenti italiani, saranno proprio il Berna e Chiesa a guidare la rinascita (già partita) dell’Italia?

 

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