Il condottiero Conte, amore-odio con Diego: così anche con Icardi?

di Roberto Finocchiaro –

Arrivato sulla panchina della Juve nell’estate 2011, ma soprattutto nel periodo peggiore della storia del club, Antonio Conte da ex capitano e cuore del centrocampo bianconero, si è fatto carico dopo le polemiche con i tifosi Atalanta e le tensioni di Siena, di far risalire la china a quel club che aveva sempre vissuto di pane e prestigio ma che in quel periodo veniva dalla batosta Calciopoli e  soprattutto da due settimi posti consecutivi.

Con una rosa non superlativa ed inferiore al Milan di Allegri, campione d Italia in carica, riesce nel miracolo: scudetto in cassa e zero sconfitte subite. Una vera e propria impresa sulla quale neanche i più romantici e sognatori avrebbero scommesso. L’anno successivo domina il campionato e si aggiudica la Coppa Italia, ma la sua fame non si placa e nella stagione  2013-14 vince nuovamente quella coppa ma soprattutto riesce a raggiungere i 102 punti in campionato che gli permettono di detenere il record di maggiori punti realizzati nel campionato a tre punti.

Sembra una favola che non smette di stupire ma nell’estate dello stesso anno succede l imprevedibile: spaccatura con la società , abbandono del ritiro e addio alla Juve. Dopo la positiva parentesi Nazionale ad Euro 2016 iniziata con tante polemiche sull’ingaggio e sulle sponsorizzazioni federali, Conte si appresta ad affrontare l ennesima sfida della sua carriera: è Il magnate presidente del Chelsea Roman Abramovic a chiamare e Antonio accetta.

A lui non piacciono le sfide facili e va a sposare la causa di un Club che veniva da un periodo negativo  dopo il Mourinho-bis, seguito dal traghettatore Guus Hiddink e con una rosa che, seppur di spessore, non è nei gradini più alti degli altri top club che si contendono il campionato più blasonato d’Europa: la Premier League.

Vince subito all’esordio battendo nel derby londinese il West Ham e per tutto il corso della stagione trasmetterà quella  fame e quello spirito di vittoria che lo hanno sempre contraddistinto,ad uno spogliatoio che arriverà in fondo all’obbiettivo, riuscendo anche a trattenere in estate il bomber Diego Costa dal richiamo dell’Atletico prima e da alcune offerte faraoniche provenienti dalla Cina nella finestra di mercato di gennaio. Fino all’sms gelido e di sfida: non mi servi più. Eppure, prima era stato dialogo e amore contro ogni pronostico, chissà che la storia non possa ripetersi con Icardi.

Il 12 maggio 2017, vincendo per 1-0 sul campo del West Bromwich si laurea in ogni caso campione d Inghilterra, con due turni d’anticipo lasciandosi alle spalle Tottenham, Manchester City e Liverpool, facendo impazzire la Londra Blues.

L’anno successivo iniziano a delinearsi le prime crepe con lo spogliatoio e la società e, seppur vincitori dell’ ottava FA Cup della storia del club, il 13 luglio 2018 la società annuncia l’esonero del tecnico. Dopo un anno sabbatico firma per l Inter , accettando una volta ancora una sfida non facile e chissà… magari stavolta cambierà l ordine dei fattori: da odio ad amore.

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