DerbyMilano, mercato, centrocampo: l’ultima volta era finita così…

di Redazione DDD –

Attenzione ai derby di mercato. Non portano mai bene. Generano tensioni che poi i giocatori sul campo pagano. Oggi tocca a Barella. L’altro ieri ci è passato un certo Kondogbia. L’esempio della pazza estate 2015 è lampante. E’ il momento della grande sfida fra Adriano Galliani e Roberto Mancini. Il dirigente rossonero in campo in prima persona. Il tecnico nerazzurro rappresentato da Marco Fassone e Piero Ausilio.

L’oggetto del contendere è Geoffrey Kondogbia, centrocampista reduce da una ottima doppia semifinale di Champions League giocata dal Monaco contro la Juventus. Per Galliani lui era il nuovo Pogba. Per Mancini la pietra su cui rifondare il centrocampo interista. L’ad milanista aveva qualche soldo da spendere per consegnare un Milan in salute a Mr. Bee Taechaubol. L’allenatore interista si era portato avanti col lavoro, segnalando l’operazione per tempo ai propri dirigenti.

Il mercato rossonero parte proprio da due nomi: Kondogbia e Mandzukic. Grasso che colava per un club che un anno prima di era eccitato per Alex e Menez a parametro zero. Ma da Kondogbia si sarebbe passati a Bertolacci e Kucka, mentre da Mandzukic si sarebbe passati a Jackson Martinez poi svanito e quindi Carlos Bacca.

Mancini aveva invece in mente un centrocampo cattivo, fisico, fatto da gendarmi: sapeva che avrebbe portato Felipe Melo, ma voleva anche il francese del Monaco per costruire una cerniera definitiva, di interdizione e rilancio.

Queste dunque le posizioni di partenza, la pole position del Gp di Monte Carlo. Venerdì 19 giugno 2015, Adriano Galliani parte per il Principato in tarda mattinata, all’Inter lo vengono a sapere e fanno la stessa cosa. Quando la macchina nerazzurra supera la barriera di Ventimiglia, l’ad rossonero è già a casa Kondo per fare i complimenti al figlio piccolissimo del giocatore.

Ma non basta: Mancini si attacca al telefono, lato interno minaccia le dimissioni se il giocatore non arriva e sul fronte esterno tempesta di chiamate e di coccole lo stesso Geoffrey. Nasce la più grande trattativa a cielo aperto davanti alle telecamere, che si sia mai vista nel calciomercato. In serata, uscendo dall’albergo in cui aveva incontrato il giocatore, Galliani racconta: “Noi abbiamo detto tutto e fatto la nostra offerta, adesso tocca a loro”. Loro erano quelli dell’Inter, che si siedono un attimo dopo al tavolo con il centrocampista.

Un derby mai visto, nella mattinata del sabato sembra che il Milan sia in vantaggio, tanto che Galliani ha lasciato Monte Carlo convinto di avere in mano il giocatore, anche se ancora oggi resta il sospetto che il dirigente rossonero alla fine non fosse convinto di spendere tutti quei soldi per Kondogbia. I dirigenti interisti erano rimasti in città e Galliani lo sapeva…Nel primo pomeriggio, la sentenza: Kondogbia Inter, il Milan deve abbozzare.

Grande adrenalina, grande derby. Ma fu proprio quello l’inizio della fine per Kondogbia. Anni dopo il giocatore ricordava tutto con parole sagge: “Non si erano mai viste Inter e Milan farsi battaglia per lo stesso giocatore straniero. Entrambi i club sono venuti a casa mia a Montecarlo per farmi firmare. Erano convinti che con me potevano vincere lo scudetto. Avrei dovuto capire che il mio acquisto avrebbe generato grandi attese”. 

Eppure in quel giugno 2015 sembrava che l’Inter fosse in paradiso e il Milan all’inferno, ma non era così. L’estate e le aste non dicono mai la verità. Pochi mesi dopo quel mese di giugno, il Milan di Mihajlovic e Kucka batteva 3-0 l’Inter di Mancini e Kondogbia nel derby di Milano…I derby sono fatti così.

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