Un derby abruzzese da non dimenticare: Castello-Pescara

di Giuseppe Livraghi –

La costa che si confronta con l’entroterra montuoso: in ciò consiste, nel biennio 1996-1998, il derby cadetto tra il Pescara e il Castel di Sangro. A dir la verità, la rivalità dei pescaresi è soprattutto coi dirimpettai del Chieti e con L’Aquila (maggior città dell’entroterra abruzzese, della cui Provincia fa parte Castel di Sangro), ma l’imperiosa crescita del sodalizio sangrino porta i giallo-rossi a erigersi (volutamente o meno) a “portabandiera” dell’Abruzzo montano. Il Castel di Sangro di mister Osvaldo Jaconi si presenta alla Serie B 1996-’97 da esordiente, reduce da due promozioni consecutive, poiché a quella maturata nel 1994-’95 (dalla C/2 alla C/1, battendo nei play-off il Livorno in semifinale e il Fano nella finale di Ascoli Piceno) ha fatto seguito quella del 1995-’96 (annata d’esordio degli abruzzesi in tale categoria): secondo posto in campionato (alle spalle del Lecce guidato dal futuro CT Azzurro Gian Piero Ventura) e il trionfo nella “coda” post-season, piegando Gualdo e (nella finale di Foggia) Ascoli.

Ma le promozioni, seppur storiche, sono il passato: il presente dice Serie B, categoria straordinaria per un sodalizio espressione di una cittadina di 5500 abitanti. I più considerano il “Castello” (che tra i suoi dirigenti annovera Gabriele Gravina, destinato a diventare presidente della FIGC) quale una “Cenerentola”, valutando la sua militanza in cadetteria alla stregua di un mero atto di presenza: niente di più sbagliato. In un’annata difficile, segnata dalla morte (in un incidente stradale) dei giovani calciatori Danilo Di Vincenzo e Filippo Biondi, i sangrini gettano il cuore oltre l’ostacolo, come cantato durante tutta la stagione dai propri sostenitori: “Abbiamo un grande sogno, in fondo al nostro cuore/ Vedere il Castello che lotta con il cuore/ E se dalla panchina Jaconi s’alzerà/ Vuol dire che il Castello è in Serie B e ci resterà”. Alla penultima giornata, l’8 giugno 1997, Castel di Sangro e Pescara sono nuovamente di fronte (dopo il derby d’andata, terminato 1-1), con entrambe le compagini obbligate a vincere: i sangrini per conquistare la salvezza ed evitare di giocarsi tutto nell’ultima partita in casa del Bari (in lotta per la Serie A e trascinato da un giovane Nicola Ventola), i pescaresi per restare in corsa per la promozione.

Lo stadio “Teofilo Patini” è completo in ogni ordine di posti: in pratica, tutta Castel di Sangro è presente, a parte anziani e neonati. Il Castello passa a condurre al 30′: lancio di Pierluigi Prete dalle retrovie, dal limite dell’area di rigore pescarese Gionatha Spinesi gira di testa per l’accorrente Andrea Pistella, il quale da pochi passi insacca con un sinistro al volo che batte l’incolpevole estremo difensore ospite Morgan De Sanctis, facendolo letteralmente esplodere di gioia lo stadio castellano. Il primo tempo si conclude sull’1-0 per i padroni di casa. Nella ripresa, i pescaresi trovano il pari al 76′, con Di Giannatale lesto a risolvere una mischia, segnando “da zero metri”. Il gelo scende su Castel di Sangro, ma i cattivi pensieri vengono spazzati via pochi giri di lancette più tardi, grazie all’uomo-simbolo della compagine giallo-rossa: Claudio Bonomi, che all’81’ riporta di nuovo avanti i suoi con un sinistro da fuori area che va a concludere la sua corsa nel “sette” alla sinistra dell’incolpevole De Sanctis. Il Castello resiste fino alla fine, facendo suoi tre punti d’oro, ma per la salvezza deve aspettare la conclusione della partita Padova-Cosenza, nella quale si stanno disputando i minuti di recupero: in caso di pareggio, la permanenza in B di Castel di Sangro e Padova sarebbe aritmetica, con una giornata d’anticipo.

La rete del bomber cosentino Luigi Marulla sembra una beffa, ma l’immediato pareggio del padovano Christian Lantignotti rimette le cose a posto: il Castel di Sangro, coi suoi 44 punti, resta in Serie B, per la gioia di tutti, in primis dello staff giallo-rosso, rimasto in attesa con le orecchie incollate alla radio. Mister Jaconi (il “mago dell’Alto Sangro”) non nasconde la sua emozione: “Per noi è un’impresa, è come aver vinto la Coppa dei Campioni”. Il piccolo sodalizio giallo-rosso si guadagna un’altra stagione in cadetteria: purtroppo, l’annata seguente vedrà la retrocessione in Serie C/1 (ma con la platonica soddisfazione d’aver espugnato per 2-1 il campo del Pescara nel derby del 3 maggio 1998): sarà l’inizio del declino del sodalizio sangrino, destinato (dopo una promozione sfiorata nel 1998-’99) a fallire nell’estate 2005. Da quel derby del 1997 sono passati ben ventidue anni: il Castel di Sangro, rifondato e ripartito dai dilettanti, milita ora in Promozione molisana (la cittadina sangrina è vicina al confine tra Abruzzo e Molise), ma la traccia (soprattutto morale) lasciata da quel “Castello” rimarrà indelebile. Chi c’era non potrà mai dimenticare quel Castel di Sangro, accolto come una “squadra materasso” e dimostratosi un complesso di valore, in grado di conquistare un traguardo che i più ritennero assolutamente impensabile. La nostra speranza è di rivedere il Castel di Sangro militare in un campionato su base nazionale: conclusa per sempre (ma mai dire mai) l’esperienza in Serie B, appare invece più realistico sognare un futuro approdo in Serie D.

Please follow and like us:
>

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *