Altrochè Pisorno: torna il Derby del Tirreno fra tradizione e innovazione

di Giuseppe Livraghi –

Livorno-Pisa, uno dei più “caldi” derby di Toscana. Distanti solamente venti chilometri in linea d’aria, le due città sono acerrime rivali fin dai tempi della nascita del centro labronico (nel XVI secolo) e della quasi contemporanea decadenza della Repubblica Marinara di Pisa. Da piccolo villaggio costiero, Livorno divenne una città cosmopolita (grazie all’intuito di Ferdinando I de’ Medici, suo “fondatore”, al quale è dedicata una statua vicina al porto): a dimostrazione della sua importanza, basti ricordare che il toponimo è tradotto in varie lingue (Leghorn in inglese, Livourne in francese, Liorna in spagnolo), come generalmente accade per le metropoli. La rivalità tra le due città è sentita soprattutto nel calcio, dove gli amaranto del Livorno e i nero-azzurri pisani si sfidano in derby molto caldi: purtroppo, i confronti hanno avuto luogo al massimo in Serie B, mai in massima divisione.

La rivalità tra livornesi e pisani si gioca anche (se non soprattutto) sugli sfottò, alcuni geniali, ma con rispetto reciproco (che ovviamente nessun pisano confesserà a un livornese e viceversa). Burla a parte, i pisani sanno bene che Livorno è una città “aperta al Mondo”, con una grande tradizione marittima e industriale, così come i livornesi sono consapevoli della grande storia di Pisa (una delle storiche Repubbliche Marinare, insieme a Genova, Venezia, Amalfi e Ragusa di Dalmazia), nella quale hanno sede ben tre Università. Semplificando al massimo, si può affermare che il derby Livorno-Pisa è il confronto tra la tradizione e l’innovazione, tra la compostezza e la leggerezza (il che non significa non essere seri): due modi d’affrontare la vita, entrambi degni di rispetto. I derby tra amaranto e nero-azzurri sono, senza troppi giri di parole, sfide che possono valere una stagione: appunto quando propose la fusione delle due compagini (nel “Pisorno”), il presidentissimo pisano Romeo Anconetani subì (forse per la prima volta) delle pesanti critiche da parte degli stessi tifosi nero-azzurri, assolutamente contrari (così come, ovviamente, i livornesi) all’unione dei due sodalizi.

La recente promozione del Pisa in Serie B farà tornare il “derby del Tirreno” dopo un solo anno d’assenza, giacché l’ultimo confronto risale alla Serie C 2017-’18, per la precisione al 14 aprile 2018. In tale data, il Pisa si reca nella città labronica con l’intento di mettere la parola fine ai sogni promozione dei cugini, in piena crisi di risultati dopo aver dominato il girone d’andata: di contro, il Livorno ha bisogno dei tre punti per tentare il controsorpasso sulla Robur Siena, impegnata due ore più tardi sul campo dell’Arezzo. In un “Armando Picchi” gremito, la compagine amaranto ha la meglio per 2-0 (reti di Abdou Doumbia all’8′ e di Daniele Vantaggiato al 73′): la gioia labronica raddoppia poche ore più tardi, quando la sconfitta (0-1) dei senesi ad Arezzo ricolloca il Livorno in testa alla classifica (poi difesa con successo fino al termine del campionato, per un meritato ritorno in Serie B). Dopo una sola stagione d’attesa, Livorno e Pisa saranno di nuovo di fronte, nella Serie cadetta 2019-’20.

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