El Shaarawy verso la Cina: tutta colpa della Nazionale…

di Valerio Graziani –

Stephan El Shaarawy è esploso nel 2012: giovane rivelazione, un futuro luminoso davanti a sè, gol pesanti nel Milan sia nei sei mesi con Ibra sia nei sei mesi senza Ibra. Poi, da gennaio 2013, è come se un incantesimo si spezzasse da un momento all’altro: sempre meno gol e sempre più infortuni. Tanti problemi fisici e ambientali a Milano, sia nel 2013 che nel 2014. Poi, a partire dall’estate del 2015, il passaggio a vuoto al Monaco. Sembrava un declino irreversibile, anche a non molti chilometri di distanza dalla sua Genova. Solo con il passaggio alla Roma, il Faraone si è lentamente ripreso. Fino alla stagione appena conclusa, la 2018-19, di gran lunga la migliore per colpi e per maturità da quando fa calcio professionistico. Per la Roma, il suo, un rinnovo non facile. Tanto che la Cina ormai è a due passi. Staccare la spina, andare in un calcio che non è del tutto calcio come lo intendiamo noi. I soldi sono tanti e i soldi possono giustificare molto se non tutto, ma se oggi ci fosse almeno un legame con la titolarità della maglia azzurra Stephan avrebbe provato a rimanere. Ma senza il cordone ombelicale della Nazionale, in mezzo al caos di Roma, il richiamo della vera ricchezza appare irresistibile.

E’ così che è praticamente giunta al capolinea l’avventura di Stephan El Shaarawy con la maglia della Roma, dove era arrivato nel gennaio 2016. Il Faraone, come riferito da “Il Tempo”, è infatti pronto a trasferirsi in Cina, con lo Shanghai Shenhua che ha messo sul piatto un maxi contratto da 13 milioni di euro netti all’anno per le prossime tre stagioni. Per il club giallorosso sono invece in arrivo 18 milioni di euro. Sarà dunque El Shaarawy la prima cessione del nuovo ds Petrachi, sbarcato ufficialmente martedì sul pianeta Roma che, per ragioni di bilancio, ha bisogno di effettuare alcune plusvalenze prima del 30 giugno. L’attaccante, in scadenza di contratto nel 2020, ha invece deciso di rimettersi in gioco in un Paese che è pronto a ricoprirlo d’oro per le prossime tre stagioni.

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