Giù il ponte Morandi: anche Genoa e Sampdoria ripartono

di Valerio Graziani –

L’immagine del tifoso genoano e del sampdoriano che si tengono per mano collegando i due lati del ponte mutilato, è ormai passata alla storia. Il match benefico che aveva convinto Genoa e Sampdoria a “fare squadra”, le iniziative comuni dei capitani Criscito e Quagliarella.

Tutto questo aveva reso Genoa e Sampdoria due entità storiche genovesi ferite e colpite dalla tragedia del crollo del ponte Morandi. I rinvii delle partite, il clima della città ferita che entrava nello stadio. Il calcio non è stato immune dal lutto e dalle conseguenze del lutto.

L’implosione del ponte Morando è un segnale per Genova, e Genoa e Sampdoria sono parte integrante e anche trainante di Genova. In qualche modo rinascono e ripartono anche i due club, dopo l’evento di oggi ripreso da molte telecamere in diretta tv e web.

L’esplosione è avvenuta come programmato. Dopo il ritardo provocato da un inquilino che non aveva voluto uscire dal suo appartamento, invece che alle 9.00 le operazioni sono slittate. Alle 9,28 sono entrati in funzione gli idranti che alla base delle pile 10 e 11 hanno bagnato il terreno per ridurre le dispersioni di polvere. Alle 9.32 la sirena ha iniziato a suonare avvolta dal silenzio delle migliaia di persone che in vari punti stavano assistendo alle ultime ore del Morandi. Alle 9.37 le esplosioni: immediata una grande nuvola bianca ha avvolto le pile che collassavano e i palazzi attorno. Poi lentamente la polvere si è depositata e quel panorama al quale i genovesi erano abituati dal 1967 era scomparso definitivamente.

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