1955-56 e 2011-12: i derby fra Novara e la Juve dei novaresi

di Simone Balocco –

Il 27 luglio 2011 per i tifosi del Novara fu un giorno importante: la compilazione del calendario della Serie A che avrebbe visto la compagine piemontese ai nastri di partenza dopo 55 anni (stagione 1955/1956) di attesa. La squadra azzurra, in due stagioni, aveva fatto il doppio salto: vittoria del campionato di Lega Pro (con vittoria della Supercoppa di Lega Pro) e vittoria dei play off di Serie B. La città era in festa dal 12 giugno precedente, quando Rubino e compagni avevano avuto la meglio sul Padova nella finale play off con gli azzurri vittoriosi e capaci di tornare in massima serie dopo oltre 50 anni. Un’era (calcistica) fa.

Il Novara, guidato dal confermatissimo Attilio Tesser, fino a quel momento, aveva già compiuto innesti (e ceduto i due goleador della stagione precedente, Cristian Bertani e Pablo Andrés Gonzalez) si preparava ad affrontare un impegnativo campionato che lo avrebbe visto lottare (nelle attese migliori dei tifosi) per la rimanenza in Serie A. Quello della stagione 2011/2012 fu il 110° campionato italiano della storia, l’80° a girone unico ed il tredicesimo campionato in Serie A per il Novara: con questa partecipazione, la squadra raggiunse, nella classifica “piemontese”, al terzo posto l’Alessandria anche lei con 13 stagioni giocate in massima serie, l’ultima delle quali nella stagione 1959/1960. Distanti anni luce Juventus (79 partecipazioni allora) e Torino (67 partecipazioni allora).

La febbre “Serie A” coinvolse città, provincia e zone limitrofe: 7.200 abbonamenti staccati (record), vessilli per diversi mesi sui balconi delle case e una voglia di tornare sugli spalti da parte dei tifosi che aumentava ogni giorno. Dopo anni di vacche magre, le squadre top del nostro Paese sarebbero scese nell’impianto di viale Kennedy, sistemato al meglio per la nuova categoria con un aumento di posti a sedere di quasi ottomila unità in più rispetto all’anno prima. L’attesa era anche quella di vedere quando Rubino e compagni avrebbero giocato contro le “strisciate” per organizzare la trasferta alla “Scala del calcio” (San Siro) e al nuovissimo “Juventus Stadium”, visto che la città di San Gaudenzio dista 50 km da Milano ed il doppio da Torino. E poi quell’anno c’era da tenere alto il nome del Piemonte, visto che a rappresentare la regione c’era, oltre alla blasonata Juventus, proprio il piccolo Novara. E proprio l’insolito derby regionale è stato l’incontro segnato da tutti i tifosi novaresi con la penna rossa sul calendario, la partita da non perdere assolutamente.

Si parlava di un Novara-Juventus già nel campionato di Serie C1 per la stagione 2006/2007, quando, a seguito di “Calciopoli”, si pensava che la squadra bianconera potesse essere retrocessa di due categorie e quindi affrontare il Novara, impantanato in quella serie, tra C1 e C2, dal 1977. La squadra bianconera, quella stagione, ripartì invece dalla Serie B con 17 punti di penalità (poi ridotti a nove) e non ci fu l’inatteso derby regionale: il Novara, allora allenato da mister Luigi Sacchetti e poi da Giacomo Gattuso, affrontò l’Ivrea come unica compagine regionale piemontese. Che sempre in provincia di Torino si trovava, ma non era la stessa cosa.

La Juventus partiva con i favori del pronostico per la vittoria dello scudetto dopo anni di delusioni che la portarono quella stagione, per la terza volta dal 1991, a non disputare le coppe europee. Il club torinese si presentava con un nuovo tecnico (Antonio Conte), innesti di grandissimo spessore (Andrea Pirlo, Arturo Vidal, Stephan Lichtsteiner) ed una squadra molto valida in tutti i settori del campo. Il Novara aveva ceduto i due pezzi pregiati dalla stagione della promozione (Bertani e Gonzalez), aveva confermato buona parte della squadra e si era rinforzata con l’arrivo di giovani talenti (Ivan Radovanovic, Santiago Garcia, Andrea Mazzarani, Luigi Giorgi), giocatori con esperienze in Serie A (Granoche, Pesce, Jeda, Paci, Dellafiore) e tentazioni esotiche (Takayuki Morimoto).

Il 27 luglio 2011 il computer decretò il verdetto: il derby piemontese si sarebbe disputato alla 16a giornata con l’andata a Torino il 18 dicembre ed il ritorno al “Piola” il 29 aprile successivo. Tutti aspettavano domenica 18 dicembre. Quella domenica pomeriggio per i tifosi del Novara fu una data epica: andare a giocare in casa della prima della classe, nel suo nuovo stadio ed affrontare campioni affermati. Una cosa impensabile anche solo l’anno prima. L’ultima volta che il Novara aveva giocato a Torino in campionato contro la Juventus era il 23 ottobre 1955 e la partita si chiuse con il punteggio di 2-2. Il Novara nei suoi precedenti in Serie A non aveva mai vinto contro la Juventus a Torino.

Gli animi erano contrapposti: la Juventus aveva conquistato fino a quel momento 29 punti ed era prima in classifica, mentre il Novara di punti ne aveva solo undici ed era nei bassifondi della stessa. Ovviamente i bookmakers davano tutti favoriti i torinesi, ma il Novara non partiva certo sconfitto e non aveva nulla da perdere. Gli animi erano positivi perché il sabato precedente il Novara aveva strappato un bel 1-1 in casa contro il Napoli, con la squadra di Mazzarri a dover recuperare il vantaggio su punizione di Radovanovic. La squadra di Conte era anche lei reduce da un pareggio in rimonta: 1-1 contro la Roma.

Lo stadio della Continassa era pieno (come sempre) e anche il settore ospite vide il tutto esaurito (nonostante il prezzo del biglietto davvero molto alto) con oltre duemila tifosi al seguito con sciarpe e bandiere per tenere alti i colori della propria squadra. La cosa che stupì molti furono i fischi e gli insulti verso i tifosi del Novara: si scoprì che la maggior parte di questi insulti provenivano da “tifosi” juventini che seguivano le squadre tradizionalmente rivali del Novara nelle serie minori. Conte dovette fare a meno di Bonucci, Vidal e Vucinic, mentre Tesser non poté schierare l’infortunato Morimoto e diede spazio in attacco a Meggiorini, tornato dopo le tre giornate di squalifica per il “rosso” contro il Genoa. Gli attacchi erano Del Piero-Quagliarella e dietro l’imprevedibile Pepe contro Meggiorini-Rubino e l’ex Rigoni dietro di loro.

La partita in sé fu a senso unico: 2-0 bianconero con gol di Pepe (4′) e Quagliarella (75). Uijkani, nonostante i due gol incassati, fu il migliore in campo con la retroguardia novarese davvero in difficoltà nell’arginare le iniziative della Juve scesa in campo con la “strana” maglia fucsia-nera. Il Novara ci provò ad impensierire Buffon e la sua retroguardia, guidata dall’asse Chiellini-Barzagli, ma la palla non voleva saperne di entrare. Gli azzurri si sono fatti vedere due volte dalle parti di Buffon: al minuto 44 con il bel colpo di testa di Rigoni e al minuto 64′ con capitan Rubino, anche lui di testa. Nel primo caso, nonostante il bello stacco del numero 10 azzurro, la palla arrivò al numero 1 bianconero al centro e lui parò senza problemi, mentre nel secondo la palla fu molto angolata ed il portierone bianconero dovette deviare in corner. Entrambi i cross furono effettuati da Michel Morganella.

Spostiamoci a domenica 29 aprile, giorno del match di ritorno fra le due squadre. L’ultima volta che la Juventus era andata a Novara a giocare contro gli azzurri era il 18 marzo 1956, la partita si chiuse sul punteggio di 0-0 e la cornice fu lo stadio “Comunale” di via Alcarotti, a ridosso del centro cittadino e teatro, dal 1931, delle partite casalinghe della squadra con il falco come mascotte. I bianconeri non vincevano sotto la Cupola di San Gaudenzio dallo 0-1 firmato Ferrario su rigore il 9 maggio 1954. La Juventus era lanciata verso la vittoria del suo 28° scudetto, il primo di una serie arrivata a oggi a otto consecutivi. Il Novara aveva un piede e mezzo in Serie B: nonostante la squadra fosse migliorata a livello tecnico nel girone di ritorno, pesava come un macigno il fatto di aver totalizzato solo dodici punti nel girone di andata, con la squadra penalizzata da qualche svista arbitrale e da un tasso tecnico inferiore rispetto alle avversarie (nonostante la doppia vittoria contro l’Inter e i tre punti casalinghi contro Udinese e Lazio).

La “febbre” da Novara-Juventus iniziò sin dall’inizio della settimana, quando in poche ore vennero venduti non solo i quasi cinquemila biglietti del settore “ospiti”, ma anche negli altri settori del “Piola” i biglietti furono venduti in pochissimo tempo. In più si seppe che quella domenica sarebbero stati presenti allo stadio due ex storici giocatori della Juventus di origini novaresi: Giampiero Boniperti (nativo di Barengo) e l’allora Segretario della UEFA Michel Platini, i cui nonni paterni erano nativi di Agrate Conturbia. Sabato 28 aprile arrivò in un hotel cittadino il pullman della squadra che avrebbe pernottato in città: la zona intorno alla location già al mattino aveva visto migliaia di tifosi in attesa di vedere scendere dal torpedone bianconero i giocatori della Vecchia Signora e rimediare un autografo, una stretta di mano o un selfie.

Stessa cosa successe il giorno dopo con l’arrivo allo stadio dello stesso pullman, con molti tifosi del Novara “sciarpati” di azzurro a far le foto, creando qualche imbarazzo con altri tifosi del Novara che poco hanno apprezzato questo loro “doppiosciarpismo”. Il match iniziò alle ore 15, ma già un’ora e mezza prima i primi tifosi (novaresi e juventini) iniziarono ad entrare nell’impianto azzurro per accaparrarsi i posti migliori di un match storico. La Juventus giocò con la formazione classica, mentre Tesser non poté schierare dal primo minuto l’esperto Mascara in tandem con Caracciolo perché l’attaccante siciliano non era in perfette condizioni fisiche, oltre a Centurioni e Radovanovic in panchina. Tesser azzardò Mazzarani dietro l’unica punta Caracciolo contro quella che poi divenne la celebre BBC bianconera (BarzagliBonucciChiellini).

Prima del calcio d’inizio, Alessandro del Piero, capitano della Juventus, ricevette il premio “Fair play” da parte del Novara Club Gattico come giocatore della squadra avversaria che si è sempre contraddistinto per professionalità e rispetto dell’avversario: prima di lui, erano stati premiati, in stagione, Clarence Seedorf, Antonio di Natale e Tommaso Rocchi. Il numero 10 bianconero non scese in campo come all’andata e la fascia di capitano passò sul braccio di Buffon. Capitano del Novara, era Filippo Porcari. La partita fu a senso unico: 4-0 per la Juventus con doppietta di Vucinic e gol di Borriello e Vidal.

Novara non pervenuto dalle parti di Buffon: ancora più elevato rispetto all’andata il divario tecnico tra le due squadre. Eppure nonostante la debacle casalinga, la squadra di Tesser uscì tra gli applausi del pubblico novarese, consapevole di aver perso contro una squadra davvero forte, capace di vincere sin lì otto partite consecutive, che non aveva ancora perso ancora nessuna partita e che si avvicinava, a tre giornate dalla fine, alla vittoria del tanto agognato scudetto. L’unica nota simpatica della partita avvenne, a ridosso del 90′, sotto la Curva Sud, dove c’erano i tifosi ospiti e dove Chiellini e compagni attaccarono nella ripresa.

Il portiere del Novara in quella partita era il torinese Alberto “Jimmy” Fontana, tifosissimo del Torino (tanto da giocare con il numero 31, in ricordo delle vittime dell’incidente aereo di Superga), che aveva sostituito da cinque partite l’infortunato Uijkani. Per tutto il secondo tempo, i tifosi bianconeri, che conoscevano la fede calcistica dell’avversario, lo insultarono pesantemente con cori di scherno. Ma ciò che avvenne al minuto 43 fu un qualcosa di inatteso quanto incredibile da parte dell’estremo difensore novarese: l’azione sarebbe ripartita con una rimessa dal fondo da parte di Fontana. I supporter ospiti stavano facendo partire il “solito” insulto quando Fontana non calciò la palla, evitando appositamente di colpirla, mancandola. Il coro juventino non ebbe l’effetto sperato ed il portiere azzurro venne applaudito da tutti i tifosi novaresi che si misero a ridere e a sfottere i tifosi juventini.

Il mercoledì successivo, nell’ultimo turno infrasettimanale della stagione, il 2 maggio, il Novara, pareggiando 2-2 contro la Fiorentina (nonostante il vantaggio iniziale di 0-2), a due giornate dal termine del campionato, retrocesse matematicamente in cadetteria dopo un solo anno. Il top scorer degli azzurri fu Marco Rigoni con undici reti. La Juventus vinse il campionato il 6 maggio sconfiggendo il Cagliari e grazie alla contemporanea sconfitta del Milan nel derby. La classifica marcatori fu vinta dal milanista Zlatan Ibrahimović con 28 reti, di cui due segnate al Novara il giorno della festività cittadina di San Gaudenzio (22 gennaio 2012) nello 0-3 finale.

Da allora, in massima serie, la Juventus ha giocato solo i derby regionali contro il Torino, mentre il Novara tra Serie B e Serie C, ha disputato i suoi derby contro Pro Vercelli, Alessandria, Cuneo e i conterranei del Gozzano oltre al derby oltreTicino contro Varese e Pro Patria. La scorsa stagione però il Novara ha incontrato ancora una volta la Juventus in campionato ma la sua…seconda squadra, la Under23 (o “Juventus B”). Tutti i tifosi del Novara vorrebbero però tornare ad affrontare la Juventus “dei grandi”, il che significherebbe che la squadra giocherebbe ancora in Serie A. Ma per adesso si devono ancora accontentare di affrontare il loro ventesimo torneo di terza serie della storia. Il futuro sono tutte pagine bianche da riempire.

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