1990, anno di Italia ’90. E quell’anno, tre squadre italiane vinsero le quattro coppe europee in palio. Un anno clamoroso, punto di partenza di un decennio dove il nostro Paese era il gotha del calcio, con diversi derby nazionali nelle finali europee. Ora viviamo di ricordi del bel periodo che fu

1990, anno di Italia ’90. E quell’anno, tre squadre italiane vinsero le quattro coppe europee in palio. Un anno clamoroso, punto di partenza di un decennio dove il nostro Paese era il gotha del calcio, con diversi derby nazionali nelle finali europee. Ora viviamo di ricordi del bel periodo che fu

di Marco Scipioni

di Simone Balocco –

Per l’Italia il 1990 è stato un anno molto importante. Non tanto per la politica (Cossiga al Quirinale, Andreotti alla guida del suo sesto governo), ma per il calcio: quello fu l’anno del secondo campionato del Mondo ospitato nel nostro Paese a distanza di 56 anni. Ed il 1990 è considerato lo zenith del calcio italiano, con le nostre squadre di club vincitrici delle allora quattro coppe europee per club in palio ed una Nazionale che, dopo il buon europeo tedesco occidentale di due anni prima e grazie alla forza delle sue squadre nazionali di club, era la seria candidata alla vittoria del Mondiale.

Italia ’90 è stata una grande vetrina per il nostro Paese: stadi costruiti ex novo (“delle Alpi” e “San Nicola”), stadi ristrutturati in maniera vistosa (in particolare l’Olimpico e San Siro), un’organizzazione degna di un Paese all’avanguardia tra i più ricchi del Mondo, con un’ingente spesa e con tv e tifosi-turisti proveniente da 23 Paesi del Mondo (e non solo) accorsi da noi per assistere allo spettacolo sportivo più importante del Mondo.

Il Mondiale fu vinto dalla Germania in finale, all’Olimpico, contro l’Argentina. In campo, c’erano ben dieci giocatori che militavano nella nostra Serie A (dodici compresi quelli seduti sulle due panchine) e per la quinta volta ad alzare la coppa più bella di tutte un giocatore che militava nel nostro massimo campionato. Nel complesso, compresi gli Azzurri, sui 528 giocatori convocati dai ventiquattro Commissari nazionali, ben cinquantatré giocavano da noi, vale a dire uno su dieci: anche i due capitani delle due finaliste erano “italiani” (Matthaeus per l’Inter, Maradona per il Napoli).

E la nostra Nazionale? Gli azzurri del CT Azeglio Vicini vinsero il bronzo, sconfiggendo a Bari, nella “finalina”, l’Inghilterra. Fu un Mondiale nefasto per l’Italia: fino alla semifinale, Bergomi e compagni in quattro partite subirono zero reti. Nel match del “San Paolo” contro l’Argentina, in un clima ostile per i nostri con il pubblico che (incredibilmente) tifava contro, Claudio Paul Caniggia al minuto 68 batté per la prima volta Zenga. Ancora oggi, l’imbattibilità del Walter nazionale è un record: 517 minuti.

Nonostante questo, in finale ci andarono i sudamericani dopo i calci di rigore, con l’estremo difensore Sergio Goycochea a fare il…Walter Zenga. Grossi rimpianti per la nostra Nazionale che aveva la possibilità di vincere il suo quarto Mondiale. Considerato poi che la finale dell’8 luglio all’Olimpico è ritenuta la più brutta e meno entusiasmante di un Campionato del Mondo, la rabbia è stata doppia (se non tripla o quadrupla). Anche per il fatto che i teutonici vinsero con un gol su rigore inesistente.

Note di colore: sia Caniggia, sia Brehme (colui che segnò il gol mondiale) militavano in Serie A. Segno che la nostra serie maggiore allora era il top d’Europa e del Mondo. E lo fu almeno fino agli anni a cavallo tra i Novanta e i Duemila. Ma il 1990 fu l’anno del dominio italico sul calcio europeo.

Il Milan vinse la sua seconda Coppa dei Campioni consecutiva a Vienna contro il Benfica: a dare ai rossoneri la loro allora quarta coppa, un gol di Rijkard. Erano nove stagioni che una squadra non faceva il bis nella coppa più importante di tutti. La Sampdoria, vincitrice della Coppa Italia, vinse la sua prima Coppa delle Coppe sconfiggendo nella finale di Göteborg i belgi dell’Anderlecht con due reti di Vialli nei tempi supplementari. I blucerchiati la stagione precedente avevano perso in finale contro il Barcellona: erano da dodici stagioni che una squadra non giocava due finali consecutive nell’allora coppa riservata alle vincitrici delle coppe nazionali (tra il 1976 ed il 1978 lo stesso Anderlecht giocò tre finali consecutive, vincendone due).

Ma il top avvenne in Coppa Uefa, dove per la prima volta in assoluto erano due squadre dello stesso Paese a giocarsi la finale: la Juventus e la Fiorentina. Nel doppio confronto di Torino e Avellino (a causa della squalifica dello stadio di Perugia che ha ospitato la semifinale dei viola contro i tedeschi del Werder Brema), a trionfare furono i bianconeri di Dino Zoff che tornavano a vincere in Europa dopo cinque anni e a vincere la Coppa Uefa dopo tredici. La Fiorentina, guidata in attacco dal talentuoso Roberto Baggio, non disputava una finale europea dalla vittoria nella prima edizione della Coppa delle Coppe nella stagione 1960/1961.

A concludere una stagione perfetta, la finale di Supercoppa europea, ovviamente tra squadre italiane, tra Milan e Sampdoria. A trionfare, il Milan, allora la squadra più forte del Mondo (tanto da vincere a dicembre anche la terza Coppa Intercontinentale, la seconda consecutiva). A fare sensazione, la finale di Coppa Uefa tra due squadre della stessa Nazione: in un periodo in cui erano poche le squadre a giocare in Europa per ogni Paese (massimo otto), per il nostro Paese, ed il nostro movimento, fu un grande successo.

Dopo di allora, in altre quattro occasioni abbiamo assistito a finali tutte italiane: una in Coppa dei Campioni (Milan-Juventus il 28 maggio 2003), tre di Coppa Uefa (Inter-Roma nel 1991, Parma-Juventus nel 1995, Inter-Lazio nel 1998) e una di Supercoppa UEFA (Milan-Parma nel 1993). Per non parlare del fatto che tra la finale della Coppa UEFA della stagione 1988/1989 e quella della stagione 1998/1999, l’Italia raccolse otto vittorie e complessivamente otto squadre diverse arrivarono a giocarsi la finale. Contando anche i turni ad eliminazione diretta, dalla stagione 1985/1986 ci sono stati ben diciassette derby nelle coppe europee.

Da quando si giocano le coppe europee, ci sono stati complessivamente ventitre derby nazionali in finale: nove in Coppa Uefa/Europa League, sei in Coppa dei Campioni/Champions League e otto in Supercoppa UEFA, con la Spagna in vetta con dieci finali derby giocate, il doppio dell’Italia. Fino agli anni Novanta eravamo il gotha del calcio al grido di “Italians do it better”. Peccato che oggi viviamo di ricordi dei tempi che furono.

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