passi sabatini passi kolarov sinisa no roma veto anti laziale

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di Redazione Derby Derby Derby

di Valerio Graziani –

Per anni Walter Sabatini, a seconda degli alterni risultati della squadra giallorossa, è stato ribattezzato o meno “il laziale” da parte dei tifosi romanisti. Fatale fu a Walter una frase pre-derby del 2011, quando già era dirigente giallorosso: “Io sono stato laziale, sono stato laziale con fede incrollabile in quel momento storico del­la mia vita. E’ un passato che non rinnego, non l’ho fatto quando mi sono presentato ai romanisti, non lo faccio alla vigilia della par­tita, anche se la Roma per me è una questio­ne chimica”. Poi ci è tornato sopra, ha smentito, ha rettificato, ha spiegato, ma non c’è più stato nulla da fare. L’accusa della Roma in mano ai laziali è venuta fuori a intervalli regolari, ad ogni momento di crisi giallorossa di risultati.

Insomma, non è più la Roma dei Manfredonia o dei Cordova. Anche se Sabatini è rimasto giallorosso per tanti anni, ha avuto i suoi bei alti e bassi  a sua volta un certo Kolarov. “E tu che ci fai qui?”, la celebre frase di Francesco Totti nel momento in cui trovò a Trigoria, in spogliatoio, l’ex laziale proveniente dal Manchester City. Il serbo è riuscito a redimersi segnando nel derby contro la Lazio, poi però sulla questione del “capire” o meno di calcio, è entrato lo stesso in rotta di collisione con il tifo giallorosso.

Ma se Sabatini e Kolarov sono “passati”, Sinisa no. Il Sinisa idolo degli Irriducibili, il Sinisa ex giallorosso con il figlio che gioca nelle giovanili laziali, lui no. Non poteva diventare l’allenatore della Roma. Il confermatissimo allenatore del Bologna lo ha ricordato di recente: “Sono stato molto vicino ad allenare i giallorossi, poi ho capito che dal punto di vista ambientale loro non erano pronti per certe cose. Io lo ero, loro invece no. Quindi ho deciso di rifiutare. Posso anche andare a fare la guerra da solo contro tutti e perdere, ma stavolta no. Quindi ho deciso di non andare alla Roma, di ringraziare per l’offerta e rifiutare”.

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